30 Marzo 2006

No della Ue alla giungla dei costi esteri

Nuovo regolamento per abbattere i prezzi del roaming sulle chiamate dei cellulari
No della Ue alla giungla dei costi esteri

A forza di tirare la corda, questa si è spezzata. E` successo alle compagnie europee di telefonia mobile, che nel tempo hanno creato una vera e propria giungla di disparità dei prezzi, a tal punto che necessariamente è dovuta intervenire la Ue, per cercare di tutelare gli utenti. E così, il commissario Ue alla Società dell`informazione, Viviane Reding, proporrà entro giugno un regolamento per abbattere i prezzi del roaming sulle chiamate dei cellulari all`estero, cioè il costo richiesto dall`operatore della nazione in cui si trova chi telefona o riceve la chiamata. Ed è stato proprio uno studio della Commissione a evidenziare, che in molti Paesi europei i costi del roaming non sono diminuiti, nonostante l`ammonimento di Bruxelles, ma anzi, in alcuni casi sono cresciuti. Di qui, la decisione di intervenire. Ormai, è cosa fatta, anche perché il progetto della Reding ha già incassato, la scorsa settimana, il disco verde da parte dei leader europei. L`intervento è teso a colpire da una parte le tariffe all`ingrosso (quelle che un operatore telefonico impone ad una compagnia per agganciarsi alla propria rete telefonica), e dall`altro quelle al dettaglio (che un operatore impone al proprio utente per telefonare all`estero). E così, con il nuovo progetto, chi viaggia pagherà le telefonate allo stesso costo del proprio Paese; se si chiamerà dal proprio paese di residenza verso un`altra nazione europea, la tariffa rimarrà la stessa e se si riceve una telefonata dall`estero, il costo sarà allineato a quello di una chiamata in partenza dal luogo dove si riceve. Il regolamento sarà varato a giugno dalla Commissione, per passare poi all`approvazione definitiva dei ministri europei e dall`Europarlamento. Certo è che le nuove regole avranno un duro impatto sui guadagni delle compagnie telefoniche. In due rapporti di febbraio, gli analisti di Citigroup e Morgan Stanley, sostengono che i conti dei gestori telefonici risentiranno dei contraccolpi del nuovo progetto di regolamento, a partire da Vodafone, che dovrebbe essere la più penalizzata, in quanto più concentrata nella telefonia mobile. Ma gli effetti si faranno sentire anche sugli altri gestori europei, Telecom Italia, Deutsche Telecom, Wind, ed in generale un po` per tutti. Intanto Telecom aumenta il costo delle spese di spedizione delle bollette. Secondo il Codacons (associazione dei consumatori) ogni utente pagherà annualmente 2,64 euro all`anno, contro 1,22 euro precedenti. Tale spesa è illegittima e non dovrebbe essere imposta ai clienti “come hanno stabilito vari giudici di pace in tutta Italia“. Intanto, Intesa e Unicredit escono da Olimpia, con ciò dando l`addio a Telecom. Le due banche, infatti, hanno comunicato alla Pirelli di sciogliere il patto di controllo e di cedere le loro partecipazioni in Olimpia, che con il 18% controlla Telecom Italia. Il prossimo 4 ottobre i due istituti di credito, dunque, cederanno rispettivamente a Pirelli il 4,772% del capitale sociale di Olimpia, per un importo di 585 milioni di euro pro quota. Pirelli può contare già sui capitali necessari per far fronte alla situazione e con questa operazione, al comando di Olimpia rimarrà soltanto Tronchetti Provera e i Benetton, sempre che questi ultimi non gettino la spugna. D`altronde, quando Tronchetti Proverà acquistò da Emilio Gnutti e dalla Bell, per circa 7 miliardi di euro, il 23% di Olivetti, che controllava Telecom, pagarono circa il doppio del prezzo di mercato, garantendo però a Unicredit ed Intesa il riacquisto allo stesso prezzo. Ora, la quotazione di Telecom in Borsa vale la metà rispetto al prezzo pagato nel 2001, e le due banche hanno deciso di uscire dall`affare, con il minor danno possibile. D`altronde, almeno fino ad ora, Telecom non ha prodotto i risultati sperati, tant`è che contrasti sull`opportunità di mantenere le loro quote sussistono anche nella famiglia Benetton. E bisognerà vedere, se la fuoriuscita di Unicredit ed Intesa, farà propendere l`ago della bilancia verso la decisione di abbandono o di continuazione dell`iniziativa avviata in Telecom.

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