6 Luglio 2002

No alla spesa per dieci milioni di italiani


I promotori cantano vitttoria: secondo i loro calcoli almeno uno su cinque, ieri, ha fatto lo sciopero della spesa. Euro-rincari e «paniere» Istat nel mirino dei consumatori, con Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef, che chiarisce: «Non è una guerra all?Istat, ma una richiesta di trasparenza nei dati sull?inflazione».
Dunque, l`Intesa dei consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons) passa all`attacco, proclamando ieri il primo «sciopero della spesa» e ottenendo un incontro con il direttore generale dell`Istat Giuseppe Perrone e il direttore statistiche congiunturali Gian Paolo Oneto.
La manifestazione ha ottenuto anche adesioni impreviste. «Un successo straordinario – definiscono lo sciopero dello shopping le associazioni di tutela del consumo che l`hanno promosso – dieci milioni di italiani hanno così protestato contro i ladri di euro e il caro prezzi». Successo di adesioni, comunque, assai difficile da verificare.
Giornata calda, fin dalle prime ore del mattino, davanti al portone dell`Istat, in una delle zone più commerciali del centro della capitale: è un sit-in, non una manifestazione. Le quattro associazioni dei consumatori chiedono di incontrare i vertici dell`Istituto. Vogliono che venga rivisto il paniere: la sua composizione, i prodotti che lo compongono, non è sufficientemente significativa per poter tracciare realmente la variazioni del costo della vita dei cittadini. «Basta con l`inflazione nascosta agli italiani – afferma Lannutti – Il carovita viaggia almeno al 4-5% e non al 2,2% rilevato dall`Istat».
L`Istat, da parte sua, conferma la «disponibilità a ulteriori incontri tecnici con i rappresentanti dei consumatori», ma esclude che dal confronto diretto possano scaturire eventuali aggiornamenti del paniere. «Il tavolo di confronto con l`Istat può rappresentare una buona premessa – dice il segretario generale di Federconsumatori Rosario Trefiletti – ma per noi è importante che lo sciopero della spesa dia un segnale forte contro i rincari di prezzi e tariffe in cui ha fatto la sua parte anche la cattiva gestione del changeover».
I consumatori di Adiconsum, Unione Nazionale Consumatori e Acli, chiedono al governo un impegno su quattro punti: sul metano al fine di «prevedere la riduzione dell?Iva sul riscaldamento dal 20 al 10%; sull`Rca affinché oltre a contenere gli aumenti impedisca «alle compagnie di realizzare più aumenti della polizza nel corso dello stesso anno»; sulla benzina al fine di stabilire «precisi criteri» per rendere vincolante che le riduzioni del petrolio vadano a beneficio degli utenti. Le tre associazioni, infine, chiedono all`esecutivo che «la multa antitrust di 700 miliardi di lire ad alcune compagnie di assicurazione sia utilizzata in provvedimenti a vantaggio dei consumatori».

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