13 Marzo 2007

No a quell’antenna Via Lambro insorge

No a quell’antenna Via Lambro insorge 

 

ELETTROSMOG "No a quell’antenna" Via Lambro insorge Lettere e raccolta di firme SOSPENDERE l’attivazione e rimuovere l’antenna per la telefonia mobile; revocare l’autorizzazione comunale, verificare la correttezza dell’iter autorizzativo; sospensione di tutte le richieste future soprattutto l’adozione di un provvedimento cautelare preventivo. Sono ufficialmente scesi sul piede di guerra i residenti di Torrette, in particolare quelli di via Lambro, contrari all’attivazione di un’antenna per la telefonia mobile sul tetto dell’hotel Sporting. Dalle parole ai fatti come dimostrato dal documento che il Conacem di Ancona ha inviato praticamente a tutte le istituzioni, territoriali e non, e agli organismi che si occupano di elettrosmog e inquinamento magnetico: ovviamente tutte le istituzioni comunali, Provincia e Regione, il Prefetto, l’Arpam, l’Asur, il difensore civico, il genio civile, i vigili del fuoco, la polizia municipale, alcuni ministeri, l’Adiconsum, il Codacons e per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Ancona. Un documento sul quale pesa molto la volontà dei residenti che dicono basta ad una situazione generale divenuta ormai insostenibile: "Dopo il traffico e lo smog – denuncia una delle cittadine che con maggior vigore hanno avviato questa forma di protesta – adesso anche le antenne per i telefoni puntate verso le nostre case. Basta, così non si vive più e vendere i nostri immobili a questo punto diventa impossibile". PER POTENZIARE la protesta è già stata attivata una raccolta di firme tra i cittadini di Torrette per dire no all’antenna. Nel settembre scorso il consiglio della V circoscrizione di Ancona aveva detto no all’installazione dell’antenna sopra il noto hotel alle porte di Ancona presentando formale protesta nei confronti di sindaco e giunta comunale. EPPURE quell’impianto è stato montato ed è pronto ad entrare in azione, nonostante a poche centinaia di metri l’area in frana, non edificabile, possa garantire il medesimo servizio. Comune e gestore telefonico sono andati avanti per la loro strada senza curarsi troppo delle reazioni popolari: "Nello strumento urbanistico previsto per legge ? si legge nella nota del Conacem Ancona a firma del portavoce Cinzia Burini ? non sono state specificate le aree e la mappa dei siti idonei sebbene i sei mesi di tempo siano trascorsi. Le antenne, così posizionate, irradiano il segnale colpendo gli edifici civili anche se nella zona ci sono aree pubbliche più idonee all’installazione. Per i cittadini oltre agli eventuali rischi per la loro salute c’è un danno economico serio a causa della svalutazione degli immobili e non si è tenuto conto della presenza di soggetti sensibili, come ad esempio i portatori di pace-maker".
 

 

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