24 Dicembre 2004

Nessuna proroga, i divieti dal 10 gennaio

Nessuna proroga, i divieti dal 10 gennaio

Roma
Deluse le aspettative di quanti, in testa i commercianti, speravano in una proroga della data di applicazione, la legge anti-fumo targata Girolamo Sirchia procede a passo spedito. Il Consiglio dei ministri di ieri infatti, come già annunciato dal ministro Giovanardi, non ha previsto alcuna proroga. La tabella di marcia dei nuovi divieti, che scatteranno dal 10 gennaio, non ammetterà dunque ritardi, mentre il ministro della Salute ribadisce: «È un`azione di tutela della salute dei non fumatori». Il Consiglio dei Ministri, ha spiegato Sirchia, «non ha nemmeno affrontato il problema ed io ho avuto l`appoggio dei ministri, chi più chi meno. È un`azione di governo ed io sono un semplice strumento di questa importante azione di tutela della salute dei non fumatori e di chi ha problemi di salute come gli asmatici e i cardiopatici. Non si può proibire di fumare – ha aggiunto – a chi vuol fumare, ma proteggere chi non fuma. Confesso che non mi aspettavo ora tanta resistenza».

Tra malumori e battute – il ministro Castelli ha dichiarato di aver fumato l`ultima sigaretta, mentre il presidente del Senato Pera ironizza: «È una norma contro di me, quindi chiaramente incostituzionale» – ci si prepara dunque a prendere atto delle nuove disposizioni. Ma i divieti saranno davvero applicati ovunque? Qualche eccezione, almeno per la data ufficiale di avvio della nuova normativa, sembra già esserci. È il caso del Senato, dove il divieto di fumo potrebbe slittare. In tutti i luoghi pubblici, infatti, il divieto scatterà il 10 gennaio, ma a Palazzo Madama verrà probabilmente rinviato. Non ci sarà pertanto alcuna `zona franca`, ricorda la Fipe-Confcommercio, anzi. Le multe scatteranno non solo per ristoratori e baristi, ma anche per i dirigenti i cui dipendenti siano sorpresi a fumare. Ministeri inclusi. Ed è appunto di oggi la polemica tra Intesaconsumatori e il dicastero dell`Ambiente: negli uffici del ministero «si fuma in tutta libertà», hanno denunciato le associazioni dei consumatori dopo un blitz al ministero, a seguito del quale hanno chiesto a gran voce le dimissioni del ministro Matteoli.

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