Nel mirino i listini dei carburanti
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Le maggiori associazioni dei consumatori e la Coldiretti si affiancano a Luigi Mastrobuono nella sua segnalazione degli andamenti dei prezzi al consumo. Velocissimi a crescere, lentissimi a scendere (quando scendono), come ha rilevato «mister prezzi» anche sui carburanti. Che cosa propongono le associazioni dei consumatori? Per esempio, suggeriscono di rafforzare i poteri (oggi fragili) del Garante per la sorveglianza dei prezzi. Ancora, suggeriscono di imporre etichette che riportino tutti i prezzi della catena, dal produttore al grossista. Oppure propongono sanzioni contro gli "speculatori", un termine che riporta molti con il pensiero ai tempi remoti delle tessere annonarie. Oppure, liberalizzazione dei saldi. Propongono di consentire immediatamente la vendita di carburanti negli ipermercati. Secondo Carlo Rienzi del Codacons questi strumenti potrebbero mettere più pepe nella competizione tra rivenditori e dare «risparmi immediati per i consumatori, pari a mille euro annui a famiglia». Nei fatti, in sei anni (dal 2002 al 2008) ogni famiglia italiana ha speso in tutto circa 9.100 euro in più a causa dell’aumento del costo della vita e nel 2009 il maggiore esborso dovrebbe essere, soltanto per il settore alimentare, di 564 euro. Lo sottolineano le associazioni Codacons, Adusbef e Federconsumatori sulla base dell’indagine pubblicata dal Sole 24 Ore. Il rimedio più facile da realizzare sembra sui carburanti. Benzina e gasolio sarebbero ( in teoria) già liberalizzati, ma anche il Garante dei prezzi ha osservato sul Sole 24 Ore di ieri la solita anomalia sull’andamento dei listini: quando il greggio rincara, benzina e gasolio sembrano incollarsi agli andamenti in salita, ma quando il greggio ribassa, com’è accaduto dall’estate scorsa, i prezzi sembrano pigri in modo imbarazzante. Denuncia la Coldiretti gli «scandalosi andamenti al consumo della pasta, che registra un aumento dell’11% nonostante che si sia verificato un dimezzamento delle quotazioni del grano», vicenda sulla quale hanno indagato l’Antitrust e Mister prezzi. «Con un crollo dell’11,4% rispetto allo scorso anno –rileva la Coldiretti sui dati dell’Ismea – è in agricoltura che si è verificata la maggiore riduzione dei prezzi alla produzione ». I prezzi nel segmento alimentare continuano ad aumentare su base annua a un tasso del 3%, aggiunge la Coldiretti riferendosi in questo caso alle rilevazioni dell’Istat, «quasi il triplo di quello dell’inflazione media dell’1,2%.Un differenziale che è costato agli italiani 300 milioni di euro in un solo mese, che sono il risultato di inefficienze e speculazioni». In altre parole, tra ribassi delle materie prime agricole e rincari ai consumatori «i prezzi aumentano quindi in media quasi cinque volte dal campo alla tavola e esistono dunque ampi margini da recuperare, con più efficienza, concorrenza e trasparenza».
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