10 Dicembre 2013

Natale col trucco, invasione di giocattoli falsi

Natale col trucco, invasione di giocattoli falsi

IL CASO ROMA Nell’ universo dell’ infanzia il meglio del Natale ruota attorno a quel breve rito che vede i più piccoli accovacciati sotto l’ albero, intenti a scartare i regali chiesti a Santa Claus. E allora, nonostante la crisi abbia dilaniato le disponibilità economiche per oltre il 50% delle famiglie, a detta della Confcommercio, si cerca almeno di salvaguardare la gioia dei bambini. Ed è anche per questo, per evitare sguardi tristi e lacrime, che si è disposti ad acquistare giocattoli falsi, pur nell’ illusione di aver trovato solo l’ affare. Si spiega così la profusione, su tutto il territorio italiano, del commercio illegale legato ai giochi per l’ infanzia, che conosce il suo apice proprio a ridosso delle festività natalizie, ma che prosegue a ritmo costante durante tutto l’ anno. UN AUMENTO DELLE ?VITTIME? Solo nel 2013 il centro studi della Confcommercio ha registrato un aumento del 7,6% di chi ha acquistato almeno un giocattolo taroccato. A finire nella rete della contraffazione sono soprattutto quei giocattoli prodotti dalle grandi aziende internazionali e quindi Barbie, Gormiti, pupazzetti dei cartoni animati, con una ricaduta media nei profitti per il commercio onesto, a detta del Codacons, di circa un miliardo e 500 milioni di euro l’ anno. E a dimostrare come il mercato del giocattolo falso sia un mercato in ascesa, è il numero dei sequestri compiuti dalle autorità. Da gennaio a ottobre del 2013 i sequestri della Guardia di finanza hanno riguardato 10.467.323 giochi, per un valore complessivo stimabile intorno ai 2,6 miliardi di euro. E non c’ è regione in Italia che non sia finita sotto la lente della Fiamme gialle uscendone pulita. In Abruzzo sono stati ritirati 1.019.537 giochi, in Calabria i giocattoli sequestrati sono stati 88.812, in Puglia 46.846, in Piemonte 45.606, in Lombardia 36.682, in Sicilia 19.429, nel Lazio 16.966. Senza considerare l’ operazione partita dal comando di Trento che ha portato, a novembre, al sequestro, in oltre 800 negozi italiani, di 140mila pastelli per bambini con un alto grado di tossicità. Quasi tutte le operazioni hanno interessato grossisti, distributori e titolari di negozi di nazionalità cinese. LA PROVENIENZA «La maggior parte dei giocattoli contraffatti, circa l’ 80%, proviene dalla Cina perché è lì che molte imprese delocalizzano la produzione, per via del basso costo di manodopera, permettendo, però, alle organizzazioni del posto di copiare i prodotti», afferma Paolo Taverna, direttore dell’ Assogiocattoli. «C’ è un mercato in crescita pari al 20% ? aggiunge Taverna ? anche in Turchia, in Romania e in alcune zone del Nord Africa, perché le imprese stanno riportando in queste zone, dove il costo del lavoro è ancora più basso rispetto a quello cinese, gran parte della produzione». I CONSIGLI E per evitare di cadere facilmente nell’ acquisto di un prodotto contraffatto, l’ Istituto italiano sicurezza giocattoli ha stilato delle regole a tutela dei consumatori. Esistono almeno quattro fattori senza i quali è meglio evitare di comprare quel giocattolo, perché potrebbe essere un prodotto falso: la presenza del marchio CE, il limite d’ età per l’ uso di quel gioco, l’ indicazione della pressione sonora per i giocattoli elettronici, compresa tra 85 dB e 115 dB, mentre la tensione di alimentazione non deve superare i 24 volt. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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