Natale, allarme Confcommercio sui consumi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
L’inflazione rialza la testa. Nell’immediato potrebbe portare a un taglio dei consumi delle famiglie per poi abbattersi a dicembre sullo shopping natalizio riducendo la spesa fino a un massimo di 5,3 miliardi. Questo l’allarme lanciato da Confcommercio che teme il prolungarsi della carica inflattiva anche nel prossimo anno. Secondo l’Ufficio studi dell’associazione dei commercianti un aumento medio dei prezzi del 3% farebbe perdere 2,7 miliardi di consumi che potrebbero quasi raddoppiare nell’ipotesi «considerata non tanto irrealistica di un’inflazione al 4%». In tutti i casi nel primo caso si avrebbe un’immediata ricaduta con una limatura del potere d’acquisto per circa tre quarti mentre la quota restante impatterà sulla ricchezza finanziaria,i risparmi delle famiglie.I rincari alimentati da questa fiammata sono legati ai continui aumenti delle bollette energetiche (luce, gas, carburanti) che si vanno a sommare all’escalation dei listini internazionali delle materie prime. «Inflazione e aumento delle spese obbligate potrebbero ridurre i consumi nei prossimi mesi con il rischio di rallentare la crescita del Paese – avverte Carlo Sangalli, presidente Confcommercio -. Occorre utilizzare presto e bene le risorse del Pnrr e iniziare a ridurre finalmente la pressione fiscale su famiglie e imprese, a partire dal costo del lavoro. Solo così si possono rilanciare investimenti e consumi». Una voce rassicurante arriva da Francoforte. Per la Bce il ritorno dell’inflazione è una fiammata temporanea ben lontana e diversa da quelle degli anni 70 e 80 quando la lira vedeva calare a due cifre il proprio potere d’acquisto. Il record fu toccato nel 1980 quanto si arrivò a un tasso del 21,2%. Philip Lane, capo economista della Bce individua «tre fattori temporanei che stanno causando l’aumento dell’inflazione, ma si prevede che svaniranno nel corso del prossimo anno». Secondo il Codacons la perdita di 5,3 miliardi a Natale porterebbe, in media, alla riduzione di 204 euro a famiglia con un effetto domino su tutta una serie di spese di stagione come i regali, addobbi, viaggi e spesa alimentare. Carlo Rienzi, presidente Codacons parla di «rischio di un Natale in bianco con una forte riduzione dei consumi in tutti i settori». Le associazioni dei consumatori si appellano al Governo. «Chiediamo di intervenire adottando come prima misura la riduzione delle tasse sui carburanti, tagliando Iva e accise su benzina e gasolio» fanno sapere dal Codacons. La via per raffreddare i listini potrebbe essere un intervento sulle accise.A dirlo l’Unione nazionale consumatori che suggerisce un intervento immediato su luce, gas e carburanti da autotrazione «senza i quali l’inflazione annua di ottobre scenderebbe all’1,11% dal 2,9%. Con una riduzione delle accise di almeno 20 centesimi «si riporterebbero i prezzi a livelli ragionevoli, quello del marzo 2021». Assoutenti parla di «un pericolo enorme per il commercio considerato che a dicembre si concentrano ben 110 miliardi di consumi sui 900 totali spesi dalle famiglie».
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