5 Dicembre 2013

Natale al risparmio «Ora le famiglie tagliano i regali»

Natale al risparmio «Ora le famiglie tagliano i regali»

LE PREVISIONI Dimagrito e sciupato, con le renne in cassa integrazione e la sacca dei regali pressoché vuota. È questo il profilo del Babbo Natale che il 24 dicembre scenderà sulla Capitale, portando nelle case dei romani pochi e selezionati doni da scartare sotto l’ albero. E a tracciarne i lineamenti è la Confcommercio Roma che, a venti giorni dal Natale, parla chiaro: sarà una festività all’ insegna dell’ austerity. IL CROLLO E mentre la città si prepara a lasciar spazio a luminarie e addobbi – che dimostrando già nella loro composizione quanto risicata sia la disponibilità economica pubblica da riservare alle feste – i romani si tengono alla larga dai negozi. E sono dei commercianti arresi, quelli della Capitale, perché secondo le stime del centro studi Confcommercio, aumenterà la fetta di chi non farà alcun regalo, passando dal 7% del 2012 al 12% del 2013. Non solo, crolla la disponibilità delle famiglie. Lo scorso anno i romani avevano speso tra i 350 e i 450 euro, quest’ anno si cercherà di non superare la soglia dei 300 euro. Previsioni ancora più critiche, quelle elaborate, invece, dall’ Associazione dei consumatori. LA SPESA Per il Codacons i romani spenderanno per regali, addobbi e generi alimentari tra i 150 e i 160 euro a testa, con una diminuzione del 10% rispetto allo scorso anno. E i consumi in generale, legati alle feste, saranno i peggiori di tutta Italia, con un crollo del 9%, a fronte di una diminuzione nazionale del 7,5%. «Il problema per il commercio romano resta quello della debolezza strutturale della domanda interna», afferma il vicepresidente della Confcommercio, Rosario Cerra. «E i fattori che incidono su questo calo – aggiunge dopo aver illustrato i dati del crollo – sono molteplici: dall’ aumento della disoccupazione giovanile, ferma al 41,2%, alla pressione fiscale record, per non parlare dell’ inflazione, che registra il valore più basso dal 2009». Il settore dell’ abbigliamento, sempre a detta del centro studi Confcommercio, registrerà una diminuzione del 2%, mentre aumenteranno i cosiddetti regali utili: gli elettrodomestici saliranno dell’ 1%. I doni preziosi resteranno, invece, nelle casseforti dei gioiellieri. Si prevede un crollo del 20% sulla vendita di bracciali, orecchini, collier e anelli, con l’ unica eccezione rappresentata dalle aste di preziosi al Monte di pietà e organizzate ogni anno da Unicredit. Bene, invece, i giocattoli e l’ hi-tech, che segneranno rispettivamente un +1,5% e un +3%. Si prevede, invece, un trend negativo per cd e dvd (-10%), mentre anche per la cultura, lo spazio sotto l’ albero sarà ridotto. Nonostante molte librerie della Capitale stiano promuovendo titoli scontati del 15%, gli affari andranno male con una contrazione nelle vendite del 2%. LE CONTRAVVENZIONI Ma quello che rischia di indebolire ancora di più gli acquisti di Natale è l’ inasprimento delle contravvenzioni sulle auto, promesso dai pizzardoni di Roma Capitale. «L’ annuncio del controllo massiccio, per quanto corretto in linea di principio, potrebbe portare a un’ ulteriore depressione degli acquisti, considerando che raggiungere i negozi, soprattutto nel periodo di traffico più intenso come il Natale, diventa una vera impresa per l’ insufficienza dei mezzi di trasporto pubblici e delle generali carenze infrastrutturali», afferma Giuseppe Roscioli, presidente della Confcommercio. «Bisognerebbe promettere, anche un inasprimento, contro gli abusivi – conclude – che proprio sotto le festività assediano quasi indisturbati le vie del centro». Insomma, dovrebbero essere ben altre le priorità. «Ci auguriamo, pertanto, che gli stessi agenti, destinati al controllo del traffico, si dedichino anche e con determinazione al contrasto dell’ abusivismo». D’ accordo con Roscioli anche il presidente della Confesercenti, Valter Giammaria: «Non è solo attraverso l’ aumento delle multe agli automobilisti che si ripristina l’ educazione per il rispetto delle regole, qualsiasi esse siano». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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