18 Novembre 2002

Nasce il movimento Icona per la difesa dell?ambiente

«Il progresso, le innovazioni tecnologiche, la modernità.., sì, ma solo se compatibile con la vita e la sicurezza dei nostri figli. 530 mila firme raccolte per tre referendum da tenere la prossima primavera, 20 milioni di adesioni allo sciopero degli acquisti del settembre scorso, dimostrano che i cittadini vogliono nuove forme di rappresentanza e sono stanchi di vedere ridotti i loro bisogni e paure in diatriba partitica e di fazioni contrapposte. Nasce così, dalla necessità di organizzare la campagna referendaria su alimenti più sicuri, inquinamento da elettrosmog e raccolta dei rifiuti nelle città, un nuovo movimento di opinione e consenso denominato ?Icona? (Intesa dei consumatori per l?ambiente).
Ed ecco la prima campagna su cui le oltre dieci tra associazioni e comitati che hanno costituito a Roma il 5 novembre, nella sede del Codacons, aperti a consensi trasversali ai movimenti partitici e politici esistenti e senza preclusioni ideologiche né di schieramento, si misureranno nelle prossime settimane: una campagna d?informazione al consumatore perché eviti di spendere oltre un milione di vecchie lire per acquistare un nuovo telefonino inutile e dannoso. Lo Smau ha infatti consentito di capire (ma in Giappone lo hanno già capito e il flop dei nuovi telefonini è imminente) che questi aggeggi serviranno solo per spillare quattrini alle famiglie e risarcire le società di telefonia delle migliaia di miliardi spese per le licenze dei cosiddetti telefonini di terza generazione, gli Umts, soldi che basterebbero, solo la metà, per mettere in sicurezza l?intero patrimonio scolastico italiano. La prova di utilità e di efficienza, infatti, di queste diavolerie (il cui costo è bassissimo alla fabbrica, ma altissimo al negozio, per sfruttare gli ingenui che sperano di avere lo status symbol della novità tecnologica) è già fallita: impossibile e assurdo vedere la partita di calcio, ma anche solo i gol in uno schermetto di pochi centimetri quadrati! Dopo il secondo tentativo, ti vien voglia di gettare via il cellulare per la rabbia. Fastidioso e inutile anche il fotografare con il cellulare: difficile inquadrare il soggetto e soprattutto gravissima la violazione della privacy, in difesa della quale le associazioni di Icona impegneranno una durissima battaglia, chiedendo il sequestro degli apparecchi da cui partono foto non autorizzate di visi e persone».
Questo è tratto dal comunicato stampa divulgato da Icona. Fra le associazioni fondanti, oltre alla Federconsumatori, citiamo Adoc, Adusbef, Codacons, i Verdi Colomba e tanti altri. Il portavoce è Livio Giuliani, dirigente di ricerca dell?Ispesl.

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