Multa a Telecom, abuso di posizione dominante
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fonte:
- L`Unità
Consiglio di Stato: 115 milioni da pagare. Soddisfatti concorrenti e consumatori
/ Roma ULTIMO MIGLIO Il monopolio c`è e si paga. Il Consiglio di Stato ribalta in parte le decisioni del Tar e commina una multa di 115 milioni di euro a Telecom per abuso di posizione dominante. Dal quartier generale del colosso telefonico nessun commento, in attesa della pubblicazione delle motivazioni della sentenza. Tace anche l`Antitrust, che comunque incassa una vittoria su un`istruttoria aperta dall`ex presidente Giuseppe Tesauro. Esultano invece i concorrenti di Telecom (“Oggi possiamo tornare alle gare di telecomunicazioni“, dichiara Assoprovider) e delle associazioni dei consumatori. Quanto alla Borsa,nessuna reazione “emotiva“: il titolo Telecom chiude in lieve perdita (- 0,61%). Tanto più che il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera aveva già accantonato nel bilancio 2004 un importo di 152 milioni di euro, cioè la somma originariamente richiesta dall`Antitrust, poi cancellata dal tar e oggi ristabilita con uno “sconto“ di circa 38 milioni di euro. Per ora non è dato sapere il motivo di questa “limatura“. La questione fu sollevata nel 2003, quando alcuni operatori denunciarono all`Antitrust il comportamento di Telecom sulle offerte all`utenza affari (grandi clienti) e quelle proposte in una gara Consip (pubblica amministrazione). L`Antitrust aveva deciso di aprire una istruttoria per verificare eventuali comportamenti abusivi. Il lavoro fu lungo, anche per il ricorso al Tar (poi respinto) da parte di Telecom per la semplice apertura dell`indagine: di rinvio in rinvio, alla fine l`Antitrust, in uno degli ultimi provvedimenti varati dall`ex presidente Giuseppe Tesauro, decise di infliggere a Telecom una sanzione complessiva (la più alta nei confronti di un`azienda) pari a 152 milioni di euro (76 milioni per ognuna delle due condotte censurate). La sentenza del Tar riconobbe l`abuso nella gara Consip, in cui l`ex monopolista offriva prezzi inferiori a quelli richiesti ai concorrenti per l`ultimo miglio, ancora tutto in mano a Telecom) ma rilevò dei difetti di indagine nell`altro filone, quello sui grandi clienti. Il risultato fu l`annullamento della multa, definita “sproporzionata rispetto all`effettiva configurazione dei comportamenti e alle misure proposte quali correttivi“.L`Antitrust decise così di rivolgersi al Consiglio di Stato, presentando appello nel luglio dello scorso anno. E oggi Palazzo Spada ha preso la propria decisione, accogliendo in parte il ricorso dell`Autorità, nel frattempo passata sotto la guida di Antonio Catricalà. Così la multa ritorna definitivamente, anche se ridotta da 152 a 115 milioni di euro. “Ora Telecom restituisca agli utenti i 115 milioni – chiede il Codacons in una nota – Gli utenti non ne possono più delle prevaricazioni di Telecom di condizioni vincolanti e di tariffe eccessivamente elevate“. La sentenza del Consiglio di Stato che conferma, riducendola, la multa a Telecom Italia “statuisce senza ombra di dubbio che in questi ultimi anni il mercato delle telecomunicazioni è stato influenzato da una posizione di monopolio che ha impedito il libero sviluppo del mercato“. Ma all`associazione dei provider replica in serata la Consip con una precisazione. La gara per l`affidamento dei servizi di telefonia fissa e trasmissione dati per le Pubbliche Amministrazioni, non è stata ancora aggiudicata dal Consiglio di Amministrazione. Dunque, dominanti o meno, ancora nessuno può dirsi vincitore dell`appalto.
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