17 Gennaio 2012

Monti e partiti, ok alle liberalizzazioni

Monti e partiti, ok alle liberalizzazioni

Liberalizzazioni avanti tutta. E’ la promessa ribadita oggi al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, dal presidente del consiglio Mario Monti che annuncia: in settimana arriva il decreto. Molto probabilmente venerdi’, anche perche’ il pre-Cipe, inizialmente previsto per domani, sarebbe posticipato a mercoledi’. Monta intanto la protesta dei ‘liberalizzandi’ anche se alcune categorie per arrivare ad una decisione definitiva sul da farsi attendono di incontrare il governo. Non i benzinai pero’ che hanno gia’ proclamato 7 giorni di serrata. Ma non tutti, solo quelli aderenti alla Confcommercio.
Decisione che pero’ non viene apprezzata dai colleghi di Faib e Fegica che definiscono lo sciopero "intempestivo". E sciopereranno anche i ferrovieri dell’Orsa che si fermeranno il 27 gennaio. E parte anche il presidio dei tassisti al Circo Massimo a Roma. Qualche apertura arriva intanto per le professioni dopo l’incontro con il Guardasigilli, Paola Severino: sono state prese in esame, in particolare, "la possibilita’ di svolgere il tirocinio in parte durante i corsi universitari e l’ampliamento di posti da notaio".
Quanto alle tariffe, altro tema spinoso, "verra’ presa in esame la questione delle liquidazioni giudiziali del compenso". Inoltre il ministro ribadisce che "non e’ all’esame alcun provvedimento di abolizione degli ordini, ne’ degli esami di Stato. La nostra riforma mira ad una migliore qualificazione dei professionisti". In ogni caso il premier tira dritto e spiega: "ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta dell’economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana".
Gli fa eco lo stesso Van Rompuy: "il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto di misure, iniziando con una liberalizzazione dell’economia" che e’ "cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati". Poi l’argomento liberalizzazioni e’ probabilmente il piatto forte dell’incontro tra Monti e i leader dei partiti. E infatti al termine dell’incontro il leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini spiega: "Monti andra’ avanti come previsto". E il segretario del Pdl, Angelino Alfano, aggiunge: "per noi ok, basta che non siano uno slogan".
Interviene anche il presidente del Senato Renato Schifani, che si schiera contro le "rendite di posizione" ma avverte anche il Governo: "guai a dare la sensazione ad alcune categorie di essere penalizzate". Il tutto mentre il ministro allo Sviluppo, Corrado Passera, prosegue il confronto: oggi ha visto il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello e il collega alla Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi. Faccia a faccia anche con con l’ad Enel Fulvio Conti mentre i benzinai sono gia’ stati incontrati dal sottosegretario Claudio De Vincenti.
Insomma oggi una doccia fredda per tutte le categorie che speravano in un rinvio per dare piu’ tempo alle diverse trattative avviate. E le proteste continuano: i taxi si riuniscono a Roma in un presidio e molte sono le proteste in tutta Italia. E c’e’ chi li difende: Paolo Ferrero segretario di Rifondazione spiega: "la scelta del governo di liberalizzare i taxi e’ sbagliata e per questo appoggiamo la lotta dei taxisti". L’unica liberalizzazione di cui comunque vogliono sentire parlare i conducenti delle auto bianche – domani a Palazzo Chigi – e’ quella degli orari. E chiedono che si applichi la regola "una licenza, un’auto, un turno".
Oppure i taxi collettivi. E mentre Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, proclamano una maxi-serrata di 7 giorni (ancora non nota la data) i colleghi di Faib e Fegica, bocciano come "intempestiva" l’ipotesi dello sciopero. il Codacons annuncia denunce sia alla Procura della Repubblica che alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero.
Caldo il fronte delle farmacie: Federfarma si dice pronta al confronto. Le parafarmacie vanno all’attacco: le farmacie non fanno gli sconti previsti sui farmaci di fascia C. E il Codacons annuncia: stiamo organizzando un ricorso collettivo al Tar e alla Corte Costituzionale di tutte le Parafarmacie ed i farmacisti non titolari di farmacia. Tra i (pochi) soddisfatti si esprime Federdistribuzione, cioe’ la grande distribuzione: il governo sta andando nella giusta direzione.

 

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