«Modifiche al listino Telecom»
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fonte:
- La Stampa
Il Garante fa pressing prima di dare il via libera
«Ingannevole e truffaldina» definiscono i consumatori la proposta di modifica del listino tariffario fisso-mobile presentata da Telecom all?Authority, e invitano il Garante a respingerla. Invece, secondo fonti dell`Autorità, la medesima proposta è «corretta», nel senso tecnico che rispetta i criteri prestabiliti dal cosiddetto price cap, salvo migliorarla seguendo alcuni «suggerimenti» venuti dall?istituzione di Enzo Cheli. Così si va definendo una decisione da prendere all?inizio di gennaio, destinata probabilmente a scontentare milioni di utenti del servizio telefonico, perché le chiamate ai cellulari in ore diurne rincareranno del 30% e non tutti potranno trarre beneficio dai paralleli sconti in altri orari e dall?alleggerimento dello scatto alla risposta.
Il giudizio dell?Authority sarà quasi automaticamente positivo, un atto dovuto, una volta verificato che il bilanciamento dei rincari e degli sconti lasci invariato (salvo il recupero dell?inflazione) l?esborso complessivo degli italiani per le chiamate da telefono fisso a mobile. Questa però è una delle cose che i consumatori contestano al nuovo tariffario; nell?incontro di ieri con il Garante, hanno affermato che «ci sarebbe un aggravio sulle bollette telefoniche di 30-40 euro». «Tutte le associazioni – ha detto dopo l?incontro il presidente Elio Lannutti dell`Adusbef – sono disponibili a ulteriori valutazioni. Ma allo stesso tempo abbiamo ribadito di fronte ai rappresentanti dell`Autorità la nostra ferma opposizione alle richieste di Telecom Italia». È quindi positivo, ha concluso Lannutti, che l`Autorità «abbia deciso si proseguire l`istruttoria e di approfondire la questione».
Fonti del garante, citate dall?agenzia Radiocor, fornivano ieri sera una versione assai più soft di quanto sta accadendo: Telecom e l?Authority stanno ancora «dialogando» per una «messa a punto» dei ritocchi alle tariffe; la proposta di Telecom è «corretta» perché rispetta i criteri del price cap. Il confronto ancora aperto è su alcuni aggiustamenti «suggeriti», ma non imposti, a Telecom dal Garante.
Le associazioni dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno avviato già nei giorni scorsi una serie di iniziative, anche sul piano legale, per contestare gli aumenti; Intesaconsumatori evidenzia che il nuovo meccanismo tariffario penalizzerebbe le chiamate brevi, che costerebbero di più nonostante lo scatto alla risposta più leggero; i risparmi preannunciati da Telecom con il nuovo piano tariffario sarebbero «inesistenti, soprattutto se misurati alla luce delle diverse abitudini di consumo degli utenti, emerse fino dal 2003». Intesaconsumatori annuncia infine che «si opporrà a qualsiasi possibile aumento delle tariffe che Telecom intenderà applicare nei mesi a venire».
«Altroconsumo» calcola che «nella telefonia fissa c`è spazio per una riduzione delle tariffe fisso-mobile del 10%» e denuncia che «chiamare un cellulare in Italia oggi costa già il 6% in più rispetto alla media di cinque grandi Paesi Europei (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Italia)» e che «se le richieste di Telecom fossero accolte si passerebbe a un +13%».
Non è solo la telefonia a suscitare inquietudini nei consumatori: ieri il ministro delle Attività produttive ha anticipato che nel 2005 saranno inevitabili rincari per luce e gas. «Quest`anno – ha osservato Marzano – siamo riusciti a contenere, in modo quasi miracoloso, le bollette, che sono salite solo dello 0,8% a fronte di un aumento del prezzo del petrolio di circa il 35%. Ma ora un aggiustamento delle tariffe è inevitabile». A deliberarlo sarà l?Autorità per l?energia e il gas, che nel 2004 ha operato nell?ambito dei suoi poteri discrezionali in modo da spalmare l?effetto-greggio su un arco di tempo più ampio di quello che avrebbe determinato un?applicazione automatica delle indicazioni del mercato. nel 2005 non ci sarà spazio per ulteriori manovre.
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