4 Settembre 2009

Mister Prezzi va in pressing sui costi degli sms

Oggi si apre il fronte relativo al caro-carburanti. Convocate le società petrolifere al ministero dello Sviluppo Economico Il Garante chiede più trasparenza sulle offerte alle compagnie di telefonia mobile

RomaPiù trasparenza sulle offerte e un faro sul prezzo massimo nominale, che è superiore a quello in vigore in Europa. Mr. Prezzi va in pressing sui costi degli sms con un primo giro di incontri con i gestori mobili (Telecom, Vodafone, Wind e H3g), che fanno qualche apertura, ma confermano anche che il reale prezzo dei messaggini è ben più basso di quei 15 centesimi emersi da vari studi. L’incontro è stato «costruttivo» e il prossimo appuntamento è fra due settimane, ma le associazioni dei consumatori mostrano scetticismo e ancora una volta vanno all’attacco. Nel suo primo impegno sul campo, dopo la nomina avvenuta a luglio scorso, il Garante per la sorveglianza dei prezzi Roberto Sambuco ha deciso di vederci chiaro su uno dei servizi più amati dagli italiani e, in particolare, dai giovani, gli sms. Secondo la recente indagine di Antitrust e Agcom, infatti, è vero che il costo medio sostenuto per ogni messaggino è di 3,5 centesimi, ma si assiste a un mercato «a doppio prezzo», con il 62% dei clienti che paga il massimo nominale di 15 centesimi (comune a tutti gli operatori), superiore anche ai 13,2 cent stabiliti in sede europea per gli sms inviati da Paese a Paese. Il confronto, ha spiegato il ministero in una nota, «è stato costruttivo» e sarà seguito da un nuovo incontro fra due settimane «per permettere ulteriori approfondimenti alle parti e rispondere alle richieste sui prezzi effettuate dal Garante». L’obiettivo è chiaramente far scendere il prezzo massimo nominale anche se, ha spiegato il responsabile Affari regolamentari di Telecom Italia Alessandro Talotta, un invito esplicito in questo senso non c’è stato: «Ci siamo soffermati molto ha detto Talotta sulle conseguenze del taglio del roaming sugli sms applicato dal commissario Ue Viviane Reding, ma non siamo ancora in grado di valutarne i benefici effettivi, essendo stato introdotto così recentemente. Una volta acquisiti tutti gli elementi, se ci sarà un’esigenza di variazione dei prezzi su base nazionale si fa, altrimenti no». Anche H3g ha promesso di pensarci e valuterà un intervento, ma solo per i nuovi piani tariffari: in ogni caso, secondo l’operatore Umts, va evitato il ricorso a interventi governativi sui prezzi che «comporterebbe un effetto destabilizzante soprattutto per gli operatori nuovi entranti», un po’, ricorda H3g, come avvenuto per il taglio ai costi di ricarica. I consumatori, però, non ci stanno e partono all’attacco. Secondo l’Unc, in particolare, il prezzo degli sms «è scandaloso», anche perchè per le aziende il costo del servizio è pari «a zero».  Critiche piovono anche da Adusbef e Federconsumatori, che parlano di «specchietti per le allodole», e dal Codacons, secondo cui in Italia «le tariffe sono le più alte d’Europa», mentre Cittadinanzattiva suggerisce a Mr Prezzi di dedicarsi anche alle banche. Dopo le società di telefonia, oggi il turno delle compagnie petrolifere che dovranno presentarsi al Ministero dello Sviluppo Economico, per spiegare a Mr Prezzi i motivi dietro l’andamento dei carburanti nelle ultime settimane. L’incontro di oggi, durante il quale Sambuco sentirà uno ad uno i responsabili tecnici dei diversi operatori, replicherà quello tenuto ad inizio agosto dal ministro, Claudio Scajola, che aveva convocato le compagnie dopo gli aumenti a ridosso dell’esodo. Il picco massimo del prezzo della verde è stato raggiunto il 5 agosto, con la Shell a un passo dagli 1,35 euro al litro ed il diesel a 1,169 euro. Da allora i prezzi hanno avviato una lenta discesa, che li ha portati a 1,329 euro per la verde (1,159 per il diesel) il 26 agosto scorso e, quindi, agli attuali 1,315 euro per la benzina e 1,139 euro per il gasolio. Si tratta, per la verde, di un calo di 3,4 cent in un mese e di 1,4 cent dalla convocazione dell’incontro. Per Adusbef e Federconsumatori, c’è ancora spazio per ulteriori cali della benzina, nell’ordine di almeno 6-7 centesimi al litro: a tanto ammonterebbe la speculazione sui carburanti. «Sarebbe interessante capire in base a quali conteggi e metodologia Adusbef e Federconsumatori giungono ad affermare che oggi i prezzi dei carburanti, nonostante i ribassi degli ultimi giorni, siano comunque più alti di 6-7 centesimi», replica a stretto giro l’Unione Petrolifera, ricordando che i prezzi in Italia sono scesi a ritmo superiore al calo registrato sui mercati internazionali.

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