Il ministro Calenda “La bolletta telefonica ogni 28 giorni vietata dalla Manovra”
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fonte:
- La Stampa
La guerra delle quattro settimane va verso una svolta. Da giorni governo e operatori – telefonici e di pay tv – sono ai ferri corti. Questi ultimi continuano a sostenere la legittimità di presentare fattura non già ogni mese, ma ogni 28 giorni, escamotage che comporta un aggravio dei costi pari all’ 8%. Il ministero dello Sviluppo Economico ha invece pochi dubbi: considerare ogni mese come se fosse febbraio costituisce una pratica commerciale «scorretta». In mancanza un accordo con gli operatori, si fa strada la via dell’ azione unilaterale di governo e Parlamento. La soluzione, infatti, può essere trovata per via legislativa, direttamente nella legge di Bilancio o con un emendamento al decreto fiscale. Il primo a dare la disponibilità a discutere un accordo per tornare alla fatturazione classica del mese solare, era stato il nuovo gran capo di Tim, Amos Genish, in occasione del suo primo incontro con il ministro Carlo Calenda. In attesa di sviluppi al momento la palla della trattativa è in mano all’ Asstel, l’ associazione degli operatori telefonici. Questa difende la scelta di chi manda bolletta ogni 28 giorni, un comportamento definito «legittimo». Nel contempo l’ associazione si dice disponibile al dialogo ed eventualmente a un incontro col ministro. Calenda non esclude incontri, per carità, «ma il tema per noi è già definito», spiega. «È chiarissimo che si tratti di una pratica commerciale scorretta», incalza. Questa, promette il ministro, sarà esplicitamente vietata per legge con una norma che sarà «pro-futuro». Sul passato, e le relative sanzioni, deciderà l’ Agcom, l’ autorità per le comunicazioni, che ha un procedimento aperto sul tema. L’ auspicio del ministero è che i consumatori siano rimborsati. Non sarà facile, tantomeno scontato. Al punto che i consumatori si preparano alla guerriglia di carte bollate. Senza indennizzo, spiega Massimiliano Dona dell’ Unione consumatori, «saremo costretti a intraprendere migliaia di azioni legali o ad avviare interminabili class action». Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «vietare la pratica di fatturazione a 28 giorni, peraltro già dichiarata fuorilegge dall’ Agcom, non basta: qualsiasi provvedimento legislativo del governo in tal senso dovrà necessariamente tenere conto dei rimborsi spettanti agli utenti». Sul punto potrebbe intervenire l’ Antitrust, che a sua volta vigila sul rispetto del diritto di recesso. Non è detto che la misura troverà posto nella legge di Bilancio. E allora sono già bell’ e pronti diversi emendamenti dei senatori al decreto fiscale collegato alla manovra. Nello schema elaborato dal Pd (a firma Esposito e Marcucci) si interviene direttamente sulla legge del ’95 che ha istituito le authority con il divieto per tutti i settori soggetti ad authority indipendenti di emettere fatture a 28 giorni. Lo scopo è far cessare la pratica a chi la attua e a far desistere chi ne è tentato, a cominciare dalle ex municipalizzate. Nel testo è previsto anche il raddoppio delle sanzioni, che andranno da 500mila euro a 5 milioni oltre al «pagamento di un indennizzo forfettario, non inferiore ad euro 50, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione». Anche i tecnici dello Sviluppo economico sono al lavoro per trovare una soluzione che una volta per tutte chiuda l’ incidente. [F. SP.] BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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