14 Febbraio 2006

Maximulta da 115 milioni per Telecom

Maximulta da 115 milioni per Telecom

Dopo l`annullamento del Tar, il Consiglio di Stato ripristina la decisione dell`Antitrust ma la riduce di 37 milioni

Il Consiglio di Stato ha ripristinato, pur riducendone l`entità, la doppia multa comminata nel 2004 dall`Antitrust a Telecom Italia per abuso di posizione dominante. Il Tar del Lazio aveva annullato del tutto le due sanzioni pari complessivamente a 152 milioni di euro, mentre la sesta sezione del Consiglio di Stato ha rideterminato il valore complessivo in 115 milioni di euro. Le motivazioni non sono ancora note ma con questa sentenza la multa, la più alta comminata a una singola società per comportamenti lesivi della concorrenza, diventa definitiva. Oltre all`Antitrust, a presentare appello al Consiglio di Stato erano stati i gestori alternativi Albacom, Colt e Tiscali. Tra le parti interessate anche FastWeb, Wind, le associazioni dei provider, Consip, l`Autorità per le comunicazioni e il Codacons. Nel suo provvedimento, l`Antitrust aveva individuato un disegno di Telecom teso a ostacolare la concorrenza in settori strategici della telefonia. In particolare l`Autorità, allora ancora guidata da Giuseppe Tesauro, aveva accertato da parte di Telecom l`abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi di telefonia fissa alla Pubblica amministrazione ( nella gara Consip del 2002) e in quello dei grandi clienti affari. La maxi multa da 152 milioni fu il combinato di due diverse sanzioni, entrambe da 76 milioni. Con la prima Telecom fu punita per l`applicazione di clausole di esclusiva e condizioni contrattuali vincolanti; con la seconda per aver applicato ai propri concorrenti prezzi e condizioni tecniche peggiori rispetto a quelle praticate alla propria divisione commerciale. Il Tar del Lazio, lo scorso maggio, confermò l`abuso di posizione dominante limitatamente al caso Consip ma annullò la doppia sanzione per il difetto di motivazione da parte dell`Antitrust “ in ordine alla gravità estrema dei comportamenti illeciti attribuiti alla responsabilità di Telecom Italia “ e perché riteneva la somma di 152 milioni “ sproporzionata rispetto all`effettiva configurazione dei comportamenti e alle misure proposte quali correttivi “ . Fu una sentenza molto discussa, perché in alcuni passaggi il Tar entrava nel merito delle differenti competenze di Antitrust e Authority per le comunicazioni e perché metteva in discussione il modo in cui l`Autorità della concorrenza esercita un suo compito primario, cioè la definizione dei mercati rilevanti ai fini antitrust. Il Tar inoltre accoglieva i rilievi di Telecom nel punto in cui affermava che il contropotere di alcuni grandi acquirenti, dotati di notevole forza contrattuale, può controbilanciare la posizione di forza dell`operatore. Una tesi dagli effetti potenzialmente rivoluzionari in molti casi da antitrust, anche in settori differenti dalle tlc. Telecom Italia ha già accantonato nel conto economico 2004 un importo di 152 milioni di euro, pari all`ammontare originario della multa Antitrust, ma deve adesso aspettarsi una coda giudiziaria altrettanto velenosa. Operatori alternativi e provider che hanno appoggiato l`appello dell`Antitrust al Consiglio di Stato stanno infatti valutando l`opportunità di intraprendere un`azione civile per chiedere un risarcimento danni, da calcolare sui margini delle vendite sottratte in modo anticoncorrenziale. C`è un precedente, che vide Albacom e Infostrada ottenere un risarcimento in seguito a una condanna antitrust di Telecom Italia del 2001. Le reazioni. Telecom attende le motivazioni per un commento più dettagliato ( si veda l`intervista in basso) mentre è netto il giudizio di Bt Albacom, la società che fu battuta nella gara Consip vinta da Telecom con un`offerta sleale. Dice l`a. d. Corrado Sciolla: “ Considerando che l`assenza di concorrenza in molti settori chiave è uno dei freni allo sviluppo del Sistema Italia, credo che questa sentenza sia da salutare con particolare favore perché servirà a riportare sul mercato quelle regole che troppo spesso vengono impunemente violate “ . Stefano Parisi, a. d. di FastWeb, si dice soddisfatto “ nel vedere ristabilite condizioni di concorrenza nel mercato dell`utenza affari. Telecom deve accettare la sfida, abbassando i prezzi ai clienti finali e contemporaneamente riducendo quelli che pratica all`ingrosso ai propri concorrenti “ . Per Assoprovider si stabilisce “ senza ombra di dubbio che in questi ultimi anni il mercato delle tlc è stato influenzato da una posizione di monopolio “ .

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