9 Novembre 2006

Maxi bollette per l`internet fantasma

Lucca Maxi bollette per l`internet fantasma

In tribunale la lite tra un`utente e Telecom: “Non è un caso isolato“

Ben sei reclami per una vicenda che sarà discussa davanti al giudice dopo una conciliazione fallita

VIAREGGIO. Evelyn, 29 anni, studentessa di Quiesa, è ormai vicina alla laurea in Lingue e letteratura straniera. Ed è vicina anche al primo atto della causa contro Telecom, il 16 gennaio, al Tribunale di Viareggio. Epilogo di un “testa a testa“ lungo 2 anni, trascorsi fra telefonate al Servizio Clienti (187), bollette da oltre 1.000 euro, reclami ufficiali e un modem di troppo. Quello che, nel luglio 2004, le fu recapitato al posto del cordless Aladino, acquistato telefonicamente dopo l`ennesima offerta tramite call center. Un caso limite, ma tutt`altro che unico nel genere, come testimoniano i registri delle associazioni di consumatori attive in Versilia e non solo. “Mi proposero anche un vantaggioso abbonamento alla linea Adsl di Alice – racconta Evelyn Venturi – ma all`epoca non avevo il computer, così rifiutai. Accettai invece l`offerta del cordless: volevo giusto acquistare un nuovo apparecchio, e le condizioni di pagamento prospettate dall`operatore erano buone“. 8 euro, addebitati in bolletta per 6 volte: Evelyn acconsente. “Dopo pochi giorni mi giunse un pacco postale da Telecom – continua – ma all`apertura scoprii che era un modem per l`Adsl di Alice. L`ho immediatamente rispedito indietro, telefonando al Servizio Clienti per chiedere spiegazioni. Mi confermarono l`errore; giorni dopo arrivò il cordless“. Che però si rivela difettoso, anche se non nelle funzioni essenziali: “Chiamai di nuovo il 187 – ricorda – dove mi consigliarono di portarlo a un Centro Assistenza per le riparazioni del caso“. Tentativo fallito: il cordless le viene restituito mal funzionante. Evelyn cerca aiuto in un altro Punto 187, ma riceve solo l`invito a non presentare più l`apparecchio in riparazione: colpa dell`acquisto telefonico, che non è “garantito“ come gli altri. Navigazione fantasma. La ragazza si rassegna, ma le sue disavventure non sono che all`inizio. “A novembre 2004 – prosegue – ho ricevuto, come sempre, la fattura Telecom. Ma l`importo superava i 1100 euro e nel conteggio figuravano più di 640 ore di navigazione Internet con Alice Free“. Caso emblematico di fatturazione di servizi mai richiesti: “è il prototipo dei reclami inoltrati contro Telecom – commenta Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana – problemi che ormai costituiscono il 40% della nostra attività“. E dalla Confconsumatori di Viareggio ribadiscono: “Negli ultimi mesi abbiamo inoltrato reclami di 10 utenti con problemi di fatturazioni per Alice“. Evelyn alza di nuovo la cornetta. Al 187 le offrono la soluzione: pagare, in attesa di futuri (ed eventuali) rimborsi. Ipotesi poco convincente. A questo punto decide di parlarne allo sportello del “Movimento Consumatori“, aperto nella sede Arci di via Regia. “Per prima cosa – spiega l`avvocato Andrea Massa, che cura per l`associazione il caso di Evelyn – abbiamo confrontato la fattura di novembre con le due precedenti e ci siamo accorti che gli addebiti per la navigazione Internet erano iniziati già da agosto, ma sul conto finale non “pesavano“ perché Alice Free era in promozione gratuita. Seguendo la procedura descritta all`art. 6 della Carta dei Servizi di Telecom Italia, abbiamo effettuato il pagamento parziale della fattura, escludendo la somma contestata; e abbiamo inoltrato reclamo via fax“. Il tutto avviene l`11 gennaio del 2005. Un`altra super bolletta. “Nei casi di errate fatturazioni, e sono molto frequenti, di solito Telecom storna la cifra in eccesso dall`importo della fattura successiva“, commenta Fabio Coppolella, referente della Federconsumatori Lucca-Versilia. Invece l`unica risposta che Evelyn riceve da Telecom è una bolletta telefonica di oltre 1.200 euro, con centinaia di ore di navigazione addebitate. Il 3 febbraio viene trasmesso il secondo reclamo, con identica procedura rispetto al primo, e stavolta l`Azienda si fa addirittura vedere: “A marzo – racconta la ragazza – ho ricevuto la visita di un tecnico Telecom, cui in centrale avevano segnalato un guasto alla mia linea Adsl. Gli spiegai la situazione e mi consigliò di andare a Pisa, sede degli uffici centrali. Rimasi davanti a quel palazzo un`intera mattina: non mi aprirono neppure il portone“. Terzo e quarto reclamo. Intanto, arriva puntuale la nuova fattura di Telecom: rispetto alle precedenti, la cifra è più che dimezzata (428,50 €), ma ci sono ancora 392 euro per connessioni internet (inesistenti) e invio di sms on line. Il 19 maggio “parte“ il terzo reclamo, e un mese dopo ecco la prima risposta ufficiale di Telecom, che riconosce l`errore di fatturazione per l`Adsl e promette l`invio di note di credito (“Mai ricevute“, commenta Evelyn) a titolo di risarcimento. La questione, però, è tutt`altro che risolta: la bolletta successiva contiene 112 euro di addebiti Adsl e 3,60 euro alla voce “costi di riattivazione del collegamento“. Scatta il quarto reclamo (e annesso pagamento parziale) e, per tutta risposta, Telecom isola senza preavviso il telefono della ragazza. Isolata. “Non so esattamente quando è avvenuto il distacco – spiega Evelyn – ma dal momento in cui me ne sono accorta, sono passati 20 giorni prima che la riattivassero“. L`infrazione dell`Azienda si traduce nell`ennesimo reclamo: “Nelle “Condizioni generali di abbonamento“ – spiega l`avvocato Massa – l`art. 27 riguarda gli errori di sospensione del servizio, prevedendo per l`utente che ne rimanga vittima un indennizzo pari al 50% del canone mensile di abbonamento corrisposto, per ogni giorno di sospensione“. Oltretutto, neppure la fattura successiva è esente da errori: ancora 4 euro; addebitati per navigazione internet. Ma stavolta, insieme al sesto reclamo, il 28 luglio viene inoltrata anche la richiesta di conciliazione al Corecom, organo di consulenza e gestione della Regione, in materia di comunicazione; è una “costola“ dell`Autorità garante per le comunicazioni. “Il tentativo di conciliazione fra utenti e gestori dei servizi di telecomunicazione – aggiunge Massa – è una tappa obbligatoria, anche per chi prevede già di andare in giudizio“. L`incontro. Le parti si incontrano il 23 settembre a Firenze, ma l`esito è negativo: alle pretese risarcitorie di Evelyn (cordless difettoso, illegittimo distacco e costi sostenuti per seguire l`intera vicenda) Telecom risponde che, avendo effettuato a ogni reclamo il pagamento parziale, non ha diritto ad alcun rimborso. Inizia dunque la preparazione della causa; le bollette di Evelyn tornano nella normalità. Fino allo scorso giugno, quando la ragazza, con una fattura da 912 euro;, riceve una lettera di Telecom che l`intima di versare 41 euro; per uno sconosciuto “servizio deregolamentato“, pena la risoluzione del contratto. “Nella lettera – aggiunge – si citava anche un sollecito di pagamento, che non ho mai ricevuto, e la mancata restituzione del modem, da me invece effettuata 2 anni prima“. Le richieste. Dopo l`ennesimo reclamo, è pronto l`atto di citazione: “Chiediamo il riconoscimento del danno patrimoniale, morale ed esistenziale – conclude Massa – per i numerosi spostamenti che Evelyn ha dovuto sostenere fra la sua casa e la sede del Movimento Consumatori e il tempo sottratto a studio e lavoro, associato a un perenne stato di tensione; poi l`indennità per illegittimo distacco, i rimborsi dovuti a ogni reclamo e la risoluzione del contratto d`acquisto di Aladino, con risarcimento fissato dal giudice“.

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