Manca il campo Cellulari muti e grossi problemi
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
L’ incarico a un esperto per studiare l’ area dove sistemare i ripetitori, ma anche un’ istanza al presidente della Repubblica e al ministero della Difesa affinché si attivino per risolvere la problematica di assenza di comunicazioni telefoniche in quota. Le iniziative portano la firma della neo amministrazione comunale di Valmasino guidata dal sindaco Domenico Iobizzi, che di recente si è confrontato anche con il Soccorso alpino locale per cercare soluzione, « rispetto a un tema delicato, importante e legato a filo stretto alle vite umane» afferma il primo cittadino. «È assurdo che nella vicina Svizzera ci sia massima copertura e varcato il confine vi siano zone di buio totale sotto il profilo delle comunicazioni – afferma Iobizzi -. Basterebbe mettere un ripetitore sulla cima di Arcanzo dove c’ è già quello utilizzato dal 118 e uno che copra l’ area dei Bagni e Preda Rossa per avere una copertura dei cellulari Ci sono troppe zone sia in Val di Mello che in Valmasino dove i cellulari non sono coperti. Purtroppo abbiamo assistito a un altro episodio tragico, non strettamente legato a questa criticità, ma il dubbio sorge sempre. Sono convinto però che si possa ancora fare qualcosa ». Sul problema anche Gianni Zappa, del Soccorso alpino di Valmasino, ha detto la sua unendosi alla voce del primo cittadino. «Nel 2014 è piuttosto incomprensibile che non vi sia campo dopo una certa altezza e il telefonino che abbiamo tutti in tasca non riesca a fare il suo dovere soprattutto, ad esempio, su un sentiero battutissimo d’ estate come il Roma frequentato anche da famiglie che ci impiegano almeno 4 ore per percorrerlo- ha spiegato -. Basterebbe mettere un ripetitore per attivare un operatore telefonico per avere una copertura dei cellulari e per garantire comunicazioni efficienti evitando che in futuro ci si trovi in condizioni drammatiche. Sul caso è anche intervenuto il Codacons, chiedendo a Procura e Autorità per le comunicazioni di fare luce sulla mancanza di copertura telefonica in quota. «Non sappiamo se la presenza di campo telefonico avrebbe potuto salvare la vita all’ alpinista, ma di sicuro appare assurdo che vi siano aree dove, in caso di incidenti, non sia possibile chiamare soccorso o lanciare allarmi. In base a quanto riportato dai primi due soccorritori, sarebbe risultato impossibile far intervenire con tempestività i soccorsi poiché i cellulari nella zona della tragedia non avevano copertura telefonica – spiega il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi .- Proprio l’ assenza di segnale avrebbe costretto i due escursionisti ad abbandonare uno dei quattro alpinisti ancora in vita, allo scopo di andare a cercare aiuto. Circostanza che avrebbe ritardato di circa mezz’ ora la richiesta di soccorso e l’ intervento del personale di terra».
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