Ma quelli del Codacons danno i numeri?
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fonte:
- Panorama
PREVISTO UN CROLLO DEL 20 PER CENTO Sul Natale c’è anche chi ha dato i numeri: «Abbiamo stimato che rispetto allo scorso anno gli acquisti siano calati in media del 20 per cento» sostengono al Codacons. L’associazione dei consumatori ha lanciato l’allarme, ripreso da molti organi d’informazione, su un crollo dei consumi a fine anno: «A risentire della crisi sono stati soprattutto gli addobbi della casa (-25 per cento), l’abbigliamento e le calzature (-23 per cento) e i giocattoli: -10 per cento». Peccato che le stime si siano rivelate sballate, stando almeno ai risultati dichiarati dai commercianti. Ma come fa il Codacons a dare questi numeri? «Prendiamo i dati dell’indicatore consumi della Confcommercio, quelli dell’Istat sulle vendite al dettaglio e diversi altri dati oggettivi sui quali i nostri esperti di statistica fanno stime». Un po’ misterioso come metodo; è affidabile? «Beh, chiaro che se la gente s’indebita per fare gli acquisti di Natale le nostre stime vanno a ramengo» ammettono a denti stretti al Codacons. Allora l’errore è riconosciuto? «No, siamo fermi sulle nostre stime e non diciamo che sono sbagliate finché non vediamo i dati del fatturato, che comunque è fuorviante perché incidono i prezzi molto più alti, in particolare degli alimentari». Sarà, ma non è la prima volta che il Codacons, guidato da Carlo Rienzi, finisce sulle pagine dei giornali con affermazioni poco verificabili. Come il numero dei soci: Rienzi dichiarò che gli iscritti alle associazioni di consumatori non muoiono mai poiché le adesioni si rinnovano d’ufficio ogni anno.
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