14 Novembre 2009

Ma le luminarie non bastano. Ci vogliono i schei

«Il ragionier Dolimàn» scrive la Olga «dice che le luminarie natalizie, peraltro già appese in via Mazzini e in corso Porta Nuova ma non ancora impissàte, dovrebbero funzionare come i cagnetti di Pavlov che salivano al suono di un campanèl perché erano stati abituati ad associarlo al cibo. Insomma, come i cagnetti de ‘sto siór che no conósso, ai veronesi, appena si impìsseranno le luminarie, dovrebbe venire la frégola degli acquisti e prendere d’assalto i negozi, spendendo i soldi di cui hanno le scarsèle ùde. Spiegando in dettaglio il fenomeno agli avventori del baretto, il ragioniere ha detto che l’operazione dell’acquisto, di per sé per niente complicata, si divide in due momenti fondamentali: la scelta nel negozio della merce da acquistare e il pagamento della stessa alla cassa». «Il primo momento – ha detto – non conosce crisi. La gente può liberamente entrare nei negozi e scegliere. Tocàr co le màne, provàrse bràghe o còtole, nasàr el pél delle pellicce, buttare un’occhiata al cartellino del prezzo, guardàrse al spècio e, già che c’è, petenàrse ànca, domandare consigli alla commessa: "Come stào? Magàri se sta còtola la fosse un cicìn più stretta, cosa dìsela éla?". Ma c’è il secondo momento, quello in cui si deve passare alla cassa per pagare ed è qui che la crisi si sente, tanto che la gente questo momento lo evita, fermandosi al primo, limitandosi alla scelta e, per quanto riguarda i negozi di abbigliamento, uscendo con la sola soddisfazione (di questi tempi bisogna accontentarsi) di essersi vista alla specchio con roba nóva addosso ed essersi piaciuta». «Ecco allora che mi dìgo che le luminarie, come el campanèl sulla salivazione dei cagnetti, incideranno solo sul primo dei momenti così ben spiegati dal ragionier Dolimàn. Si saliva in attesa del magnàr ma no se màgna. Io so già che saliverò come una cavalla dopo il granpremio. La prima a non credere all’effetto saliva delle luminarie è la Confcommercio che propone al governo di detassare le tredicesime in modo che la gente abbia più schei in scarsèla da spendere». «Non sarebbe una brutta idea ma credo che un’idea ancora migliore sarebbe quella che i commercianti abbassassero i prezzi in modo che si riesca a spendere anche con le tredicesime tassate. Loro devono vendere, noi, pur salivando, possiamo fare a meno di comprare. Vedano loro cosa gli conviene fare.  Ieri, mentre tornava dal monte di pietà dove aveva portato gli oretti regalati dai morosi, la Beresina ha incrociato la Rosy Culodoro e la Pepi Bandalarga: pur a malincuore, avevano accettato il consiglio del Codacons di dimezzare le tariffe». 

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