5 Gennaio 2012

L’inflazione al top con la benzina

L’inflazione al top con la benzina

Roma I prezzi hanno continuato a salire durante tutto l’anno appena passato, spinti dai rincari a doppia cifra dei carburanti. Una corsa che ha portato alla più forte crescita media annua dal 2008, ovvero da tre anni. Le stime provvisorie dell’Istat, infatti, indicano un rialzo per il 2011 del 2,8%, in “sensibile accelerazione” rispetto all’1,5% del 2010. I prezzi hanno messo a segno uno sprint proprio nell’ultima parte del 2011, chiudendo il mese di dicembre a un livello del 3,3%, lo stesso già registrato a novembre. Tutte cifre che preoccupano consumatori, commercianti e sindacati, con la gran parte delle associazioni che punta il dito su aumenti di accise e Iva.
Inoltre, allargando lo sguardo al Vecchio continente, con riferimento ai dati Eurostat e all’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi Ue, nell’ultimo mese dell’anno è anche salito il divario tra l’inflazione in Italia (stabile al 3,7%) e quella nell’area euro (in calo al 2,8%). Di certo la caduta dei prezzi che aveva accompagnato la crisi nel 2009 è stata recuperata: l’inflazione è ormai lontana dal livello minimo toccato due anni fa (+0,8%) e molto più vicina ai massimi del 2008 (3,3%). In un anno i prezzi al consumo sono cresciuti di 1,3 punti percentuali, quasi raddoppiando. Alcune voci hanno toccato rialzi record, come il comparto dei trasporti (6,2%) che, spinto dai surriscaldamento dei prezzi dei carburanti, è volato al livello più alto dal 1996. D’altra parte, guardando solo a dicembre, la benzina su base annua è salita del 15,8% e il gasolio addirittura del 24,3%. Un altro capitolo in ascesa è rappresentato dalle spese per la casa, dagli affitti alle bollette (acqua, luce, gas), in aumento del 5,2% nelle media del 2011.
L’anno in corso risentirà di tutti questi rincari, infatti “a preoccupare è l’eredita lasciata dal 2011 al 2012”, spiega l’Ufficio studi della Confcommercio. Per Confesercenti il quadro è chiaro: il balzo del 2011 è “stato causato da accise, bollette e conseguenze delle manovre come il rialzo dell’Iva”. Secondo Federconsumatori e Adusbef, inoltre, non si deve trascurare la speculazione. E non incoraggiano le stime fatte dal Codacons, che prevedono una stangata da 1.059 euro a famiglia. In allarme anche le associazione degli agricoltori, con la Cia che denuncia come il caro carburanti si rifletta sui prezzi del cibo, costringendo una famiglia su tre a tagliare i propri consumi a tavola.

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