2 Ottobre 2013

L’Iva è al 22%, 350 euro in più a famiglia

L’Iva è al 22%, 350 euro in più a famiglia

La crisi impedisce lo slittamento. I calcoli del Codacons. Cgia: pagheranno i più poveri.

Una cosa è certa: oggi aumenta l’Iva. L’apertura della crisi di governo porta, quasi automaticamnete, l’aliquota al 22%. E produrrà ricadute economiche pesanti.
Secondo il Codacons da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi. Per Confcommercio l’Iva al 22° determinerà effetti recessivi e depressivi ”esiziali” per l’economia reale.
 
I conti in tasca del Codacons
In base ai calcoli del Codacons, l’incremento dell’aliquota produrrà ricadute economiche pesantissime, che vanno dai 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone ai 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi.
“Ma l’aumento dell’Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell’inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – per questo è chiaro a tutti che non servirà affatto a far uscire il paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell’Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l’incremento dell’aliquota di ottobre”, conclude Rienzi
 
La Cgia: penalizzati i più poveri
C’è poi l’allarme della Cgia di Mestre, secondo cui a pagare saranno le famiglie più povere: “L’aumento dell’imposta peserà di più sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. Per i single l’aggravio sarà fino a 99 euro e per un lavoratore dipendente con moglie e figli a carico fino a 120 euro”, si legge nelal nota.
 
La simulazione
Le simulazioni realizzate dalla Cgia riguardano tre tipologie famigliari (single, lavoratore dipendente con moglie e un figlio a carico, lavoratore dipendente con moglie e 2 figli a carico). Per ciascun nucleo sono stati presi in esame sette fasce retributive e si sono tenute in considerazione le detrazioni e gli assegni familiari per i figli a carico, le aliquote Irpef e le addizionali regionali e comunali medie nazionali. A seguito dell’aumento dell’aliquota Iva al 22%, si è ipotizzata una propensione al risparmio nulla per la prima fascia di reddito, pari al 2,05% per il reddito annuo da 20.000 euro, del 4,1% per quella da 25.000 euro e dell’ 8,2% per le rimanenti fasce di reddito.
 
Confcommercio: famiglie stremate
 
La crisi ”ha stremato famiglie e imprese” e impone al governo ”la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l’aumento dell’Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l’economia reale”: questa l’opinione di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio.
Per Sangalli “è assolutamente necessario che il Cdm vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell’economia e la crescita, a partire dal rinvio dell’aumento dell’Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse”.
Al momento, però, sembra impossibile che questo avvenga con la crisi di governo ormai aperta.

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