10 Febbraio 2006

L?INTESA DEI CONSUMATORI: SIAMO INSODDISFATTI

L?INTESA DEI CONSUMATORI: SIAMO INSODDISFATTI

L?Authority riduce i prezzi per il 12

Il costo massimo della chiamata fissato a 1,20 euro al minuto

Nella gran confusione che aveva creato la liberalizzazione dei servizi di informazione telefonica sugli abbonati, c?è ora un primo punto fermo. È il costo del nuovo 12, che non potrà superare 1,20 euro al minuto e 0,30 euro alla risposta. Lo ha stabilito l?Autorità per le comunicazioni. «Siamo intervenuti nell?interesse dei cittadini, speravamo che il mercato riuscisse ad autoregolamentarsi dopo che il primo ottobre era scattata la liberalizzazione. Non è stato così e, quindi, dopo quasi tre mesi di intenso lavoro, abbiamo adottato questa delibera che allinea le tariffe italiane a quelle europee», fa notare il relatore, Roberto Napoli, che è inoltre l?unico commissario campano dell?Authority. Non tutte le associazioni degli utenti, però, sono soddisfatte. Mentre l?Unione nazionale consumatori considera il provvedimento utile per tutelare i clienti di fronte agli esorbitanti costi che richiedono i gestori, l?Intesa dei consumatori giudica la tariffa ancora troppo alta. «Siamo molto lontani dai prezzi medi europei», denunciano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che aderiscono all?Intesa. L?associazione chiede, poi, che una parte degli enormi introiti delle compagnie telefoniche per il servizio sia utilizzata per fini sociali considerando che i principali utenti sono gli anziani che non dispongono di internet e non hanno grandi possibilità economiche. La decisione dell?Authority riguarda la telefonia fissa (la maggior parte delle informazioni viene richiesta infatti dal telefono di casa). Napoli annuncia, comunque, che, a breve, sarà affrontato anche il nodo delle informazioni richieste dai cellulari. Intanto, l?Authority ha stabilito che il completamento della chiamata, collegando l?utente con il numero richiesto, o fornendo altri servizi, deve essere esplicitamente autorizzato dal cliente. Ma facciamo un passo indietro per capire come mai si è creata tanta confusione. Il 12 fino al 2003 faceva parte del servizio universale gestito da Telecom. Per tanti anni la gente ha avuto, quindi, la percezione sbagliata che il servizio fosse gratuito. Con la deregulation varata nello scorso autunno, gli eredi del vecchio 12 sono diventati ben 16. A questi si sono aggiunti altri numeri che offrono servizi aggiuntivi, come il ristorante o la banca più vicini. Ma pochi ne hanno usufruito. Complessivamente, i clienti del nuovo 12 sono stati pochi. «Si è creato anche un problema dei costi alti di interconnessione che stiamo valutando», rivela Napoli. I risultati della deregulation del 12 sono stati quindi prezzi alti e mercato deludente per i gestori. Eppure, esiste un problema generale che riguarda i servizi telefonici sovrapprezzo. Lo affronterà un apposito decreto del ministero delle Comunicazioni che sarà presentato la prossima settimana.

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