L`Intesa dei consumatori chiede le «prove» all`Istat
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ROMA ? L`inflazione frena, le polemiche no. Non quelle dell`Intesa consumatori, che torna a contestare i dati chiedendo all`Istat «le prove» del contenimento del carovita, altrimenti proporrà il commissariamento dell`istituto. Tanto meno quelle delle parti sociali. Quel +2,6% registrato a febbraio ha fatto riesplodere infatti il problema dei rinnovi contrattuali. Così la Confindustria chiede al sindacato di tenere basse le richieste salariali, ovvero di ancorarle al tasso di inflazione programmato per non provocare altre fiammate. Cgil, Cisl e Uil ribattono difendendo i livelli fissati nelle piattaforme. Ha detto Savino Pezzotta, ieri a Firenze: «L`inflazione reale sta marciando ed è quindi necessaria, come chiediamo al governo da mesi, una politica dei prezzi. Rinnoveremo i contratti ? ha spiegato il leader della Cisl ? in linea con le proposte fatte, che stanno al di sotto dell`inflazione reale, ma non stanno nel tasso di inflazione programmata».
Ancor più dura la Cgil. Il segretario confederale Marigia Maolucci ricorda che sono 10 milioni i lavoratori in attesa del nuovo contratto, «e questo rinnovo va fatto in base all`inflazione reale». Il calo registrato a febbraio, riconosce il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani, «è positivo, ma le richieste salariali vanno allineate ai tassi di inflazione europea». Insomma tre richieste diverse a cui il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi oppone altrettanti no: «Il dato di febbraio allontana gli allarmismi. Ma la discesa dell`inflazione deve ora essere accompagnata da una adeguata politica dei redditi».
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