23 Maggio 2006

L`inganno dietro l`offerta Tim

IL CASO IL MOVIMENTO CONSUMATORI DIFFIDA LA TELECOM: RIATTIVI IL SERVIZIO E RIMBORSI I CANONI GIÀ PRELEVATI DAI CONTI IN BANCA L`inganno dietro l`offerta Tim Sim bloccata a migliaia di utenti che avevano sottoscritto nuove tariffe

Cosa c`è dietro il caso del piano tariffario “Tutto relax“: una truffa ai danni di Telecom Italia o la scoperta da parte della compagnia telefonica di un`offerta Tim rivelatasi troppo vantaggiosa, ma solo per gli abbonati? Il dubbio lo pone l`iniziativa del Movimento Consumatori che il 15 maggio ha inviato all`azienda una diffida perché “riattivi le sim bloccate e rimborsi i canoni indebitamente prelevati“. “E` una piccola storia, e noi, semmai, siamo le vittime“ replicano dall`ufficio relazioni esterne di Telecom Italia. “No, è una grossa storia“ insistono dalla sede torinese del Movimento Consumatori. E spiegano perché: “Dal 10 marzo scorso gli utenti che avevano aderito allo speciale piano tariffario hanno avuto una sgradevole sorpresa: se non a tutti, a noi risulta che a molti sia stato sospeso il servizio con il blocco dell`apposita sim card“. Alessandro Mostaccio, il presidente della sezione, aggiunge: “Quei consumatori, improvvisamente e senza preavviso, sono stati privati del proprio numero telefonico. Non solo è stato leso il loro diritto di comunicare e di poter essere contattati, ma il blocco della sim ha comportato la cancellazione di tutti i numeri memorizzati nella rubrica. Nonostante ciò, l`azienda ha provveduto a prelevare, attraverso il canale delle carte di credito, i canoni mensili di marzo e aprile“. Diremo a parte dell`ulteriore reazione di Telecom. Per il Movimento Consumatori torinese “se c`è stata una truffa ai danni dell`azienda, ci dispiace ed ovviamente la condanniamo, ma non riteniamo che possa aver avuto dimensioni di massa, al punto da suggerire a Telecom Italia di intervenire massicciamente con il blocco degli abbonamenti nelle forme che denunciamo e con le ricadute economiche che ne aggravano la scelta. Ci siamo decisi ad avviare la procedura “inibitoria“, prevista dall`articolo 139 del Codice del Consumo, dopo che a Modena il tentativo di conciliazione, per conto di due abbonati, è stato respinto dall`azienda con inspiegabile atteggiamento di chiusura“. E allora? “Se non avremo risposta alla formale diffida entro i quindici giorni previsti dalla legge – ribadisce Mostaccio – procederemo con l`azione collettiva al tribunale civile, vedremo se a Torino o a Milano, per clausole vessatorie imposte ai consumatori“. Stiamo parlando di…? “Stiamo parlando di 300 euro di penale che Tim, quando ormai era stata incorporata in Telecom Italia – risponde Mostaccio – aveva imposto alla clientela nel sottoscrivere il contratto per l`offerta “Tutto relax“: in cambio dei numerosi servizi al costo di 49 euro (Iva inclusa) mensili l`abbonato si vincolava ad aderire al piano tariffario per almeno due anni. In caso di recesso avrebbe dovuto affrontare una penale di 300 euro. Telecom non ha penali? Sospende il servizio a tanti che non c`entrano nulla con le truffe, preleva il canone mensile anche per il mese successivo, con il telefonino spento. Se tutto ciò non è una vessazione, che cos`è?“. L`azienda indica in alcune centinaia le schede disattivate, ma non rivela (“Sono dati sensibili“) quanti siano gli abbonati a “Tutto relax“. Per Mostaccio, “potrebbero essere ragionevolmente stati 200 mila. Ho letto sul Sole 24 ore di 280 mila, stima del Codacons. Diciamo la verità: non esistono dati su cui ragionare, si può azzardare che almeno il 10 per cento dei 20 milioni di clienti Tim abbia aderito alla vantaggiosa offerta“. Che consisteva: acquisto di un telefonino Umts al costo di un euro al mese per 24 mesi; telefonate gratis con un tetto di 1000 minuti al mese, incluse le videochiamate ai Tim; sms illimitati. Unico aggravio di spesa rispetto al canone: 16 centesimi di “scatto alla risposta“. E in più: 3 brani musicali digitali al mese scaricabili dal Wap di Tim, un video per ogni gol segnato o subito “dalla tua squadra di serie A Tim…“. Un piano per gli utenti più giovani. Chi ha ragione? L`azienda o i consumatori?.

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