9 Gennaio 2002

L`euro conquista la gente

cambio della guardia

Il changeover prosegue secondo le previsioni, senza grandi difficoltà
L`euro conquista la gente

In Italia lo utilizzano ora sei persone su dieci

La guerra dei consumatori contro arrotondamento selvaggio è cominciata e minaccia di durare a lungo. L`avvento dell`euro ha infurbito, ulteriormente, gli già scaltri commercianti italiani che, con la scusa della nuova moneta, e con l`aiuto anche dei saldi di stagione, approfittano per arrotondare i prezzi, sempre al rialzo, naturalmente. Che sarebbe successo si sapeva, ora si tratta di scongiurare piccole e grandi truffe. Intanto, la Commissione europea annuncia, da Bruxelles, che la quota dei pagamenti effettuati nella nuova divisa di Eurolandia è, in media, di quasi il 75% e, in tutti i Paesi dell`Unione compresa l`Italia, supera la soglia del 60%.

Il changeover dell`euro, dunque, prosegue secondo le previsioni, senza grandi difficoltà, e il ritiro dalla circolazione delle vecchie valute sta consumandosi rapidamente, come annuncia, soddisfatta la Banca centrale europea. Dopo essere notevolmente diminuita nel corso del 2001 (da 380 a 270 miliardi di euro), la circolazione delle banconote nelle vecchie valute nazionali è ulteriormente scesa nella prima settimana del nuovo anno (meno 8% a 220,7 miliardi di euro». Domingo Solans, membro del direttivo della Bce, sottolinea, trionfalmente, che «presto l`euro sarà l`unica moneta presente nelle tasche dei cittadini europei».
Ancora più trionfalistici i toni del premier spagnolo, Aznar, secondo il quale i cittadini europei «hanno dato una straordinaria lezione agli euroscettici». Proprio rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni critiche di alcuni ministri italiani sull`euro, il premier spagnolo sottolinea, che il changeover «è stato un grande successo» e che «per Italia e Spagna è motivo di soddisfazione di allegria». Vallo a dire a Umberto Bossi.
Da Madrid, concorda con Aznar il presidente della Commissione europea: anche per Romano Prodi il changeover «è stato un successo, non solo per l`obiettivo raggiunto, ma perché ha dato una carica effettiva al senso di coesione fra gli europei». Ora, sottolinea l`ex premier italiano, grande artefice dell`ingresso del nostro Paese nell`unione monetaria, «occorre trarre le logiche conseguenze per arrivare ad un maggior coordinamento delle politiche economiche».
Ma l`avvento della divisa unica europea non porta in alto le quotazioni dell`euro sui mercati momdiali. La moneta di Eurolandia resta sempre debole e anche ieri ha oltrepassato quota 0,89 dollari. Le quotazioni sono rimaste sostanzialmente immutate nel corso della giornata, nonostante alcune indicazioni positive venute sul fronte congiunturale, con l`indice che misura la fiducia di imprese e consumatori di Eurolandia che, per la prima volta da un anno a questa parte, è risultato in progresso.
Ma non basta per risollevare le sorti dell`euro, dopo i cali degli ultimi giorni, salvo registrare un guadagno sullo yen che è particolarmente debole dopo il nuovo scivolone della Borsa di Tokyo. In serata, però, nonostante il timore per un ulteriore rafforzamento del dollaro, la divisa eurpea si apprezza rispetto ai valori di apertura ed è scambiata a 89,97 cents contro gli 88,97 di avvio seduta.
L`avvento dell`euro porta con sè anche nuovi timori per il riaccendersi dell`inflazione, dopo gli allarmi lanciati da Confcommercio. Il carovita potrebbe salire, questo mese, dello 0,4% e metà dell`aumento potrebbe derivare proprio dagli arrotondamenti dei prezzi dopo l`introduzione della moneta unica. Arrotondamenti che hanno scatenato la denuncia delle associazioni dei consumatori, che, a sua volta, ha dato il via ad una raffica di segnalazioni da parte degli acquirenti che, a centinaia, protestano contro gli ingiustificati aumenti. I centralini delle associazioni in difesa dei consumatori sono letteralmente presi d`assalto: solo ieri mattina le proteste erano già 375.
Nel mirino dei consumatori ci sono bar, ristoranti, musei, parrucchieri, alberghi, ma è lievitato anche il prezzo di alcune visite specialistiche negli ospedali pubblici e di diversi farmaci. Il Codacons denuncia che arrivano, addirittura, segnalazioni sui prezzi alle stelle dei cavolfiori, che sarebbero arrivati anche a seimila lire al chilo. Ma la top parade delle segnalazioni va a bar e pasticcerie. Proprio a Confcommercio e Confesercenti, il Codacons chiede di «attivarsi affinché gli esercenti scorretti siano espulsi dalle due associazioni di categoria». Meno male che c`è la Federcasalnghe a risollevare il morale, assicurando che «le famiglie vivono positivamente l`avvio dell`euro». Truffe a parte, naturalmente.

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