Le vendite crollano del 30% i saldi partiranno in anticipo
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fonte:
- Il Messaggero
L’ ultima speranza, i saldi che cominceranno il 5 gennaio. Anche perché, quando ci saranno gli sconti, secondo Confcommercio, ogni famiglia romana dovrebbe spendere 300-320 euro. I negozianti ripetono che un crollo dei consumi come in questo Natale non si era mai visto, che al sabato si incassa quanto un tempo un normale lunedì. Si tenta la carta dell’ anticipo delle vendite di fine stagione anche a causa del timore della concorrenza di altre regioni che hanno fissato l’ inizio dei saldi prima del 6 gennaio inizialmente previsto nel Lazio. Bene, ieri è stato deciso di partire il 5 dello stesso mese. A ufficializzare questa scelta è stata la commissione commercio della Regione che, all’ unanimità, ha votato un emendamento alla Legge Finanziaria per il 2012 proposto dall’ assessore alle Attività produttive Pietro Di Paolo. Dopo il passaggio in consiglio regionale, sarà ufficiale il cambio di data. Valter Giammaria, presidente della Confesercenti, ricorda: «Ormai questa della data dei saldi sta diventando una questione che sparisce di fronte all’ entità della crisi che sta vivendo il settore. Dai segnali che ci arrivano, nel 2012 perderemo anche più dei 5-6.000 negozi già ipotizzati dalle previsioni più funeste. I saldi, come evento, dovrebbero essere sul serio vendite di fine stagione, quindi non dovrebbero essere fissati nei primi giorni di gennaio. Anche perché chi vuole ribassare i prezzi può farlo sempre, utilizzando la formula delle vendite promozionali. Ma a questo punto ciò che ci preoccupa di più è altro, sono i segnali di un crollo del vendite che va anche oltre il 30 per cento verificato nei primi giorni di acquisti natalizi. In alcuni casi si tocca quota cinquanta per cento». Quanto contano, tradizionalmente, i saldi invernali, nella torta degli incassi di un anno di un commerciante romano? Molto, almeno il 15 per cento. Ma ora, con questo crollo dei consumi, ogni statistica rischia di saltare e andrà ricalibrata. Ricorda Roberto Polidori, presidente di Federabbigliamento-Confcommercio Roma: «Secondo le prime analisi che ha svolto la nostra associazione, nei prossimi saldi invernali ogni famiglia dovrebbe spendere almeno il 10 per cento in meno dell’ anno scorso. Questo significa che se nei saldi invernali 2011 si erano spesi 350 euro, nei prossimi la spesa media a famiglia sarà fra i 300 e i 320 euro». Ma vanno davvero così male questi acquisti natalizi? Polidori prova a seminare un po’ di speranza, anche se non è facile. «Diciamo che forse queste giornate di freddo stanno favorendo una timida rimonta dopo una partenza molto lenta. C’ è chi corre ad acquistare il capo pesante, per cui possiamo ipotizzare una flessione nell’ ordine del 15 per cento». Una cosa è certa: che sia il meno 30 rilevato da Confesercenti, che sia il meno 15 ipotizzato da Confcommercio, nei negozi nessuno sta facendo salti di gioia. Le associazioni dei consumatori invitano a rispondere alla crisi anticipando i saldi: come dire, anche il 5 gennaio è troppo tardi. Carlo Pileri, presidenti di Adoc: «Data la situazione estremamente critica per i consumi, con il pericolo di una nuova recessione alle porte, chiediamo che la data d’ inizio dei saldi invernali venga anticipata a giovedì 22 dicembre. La spesa per gli acquisti di Natale è in calo del 16 per cento rispetto allo scorso anno. Fare iniziare i saldi dopo le feste è deleterio sia per i consumatori, che hanno già esaurito il loro budget che per i commercianti». «Far partire i saldi il 5 gennaio è una follia – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – I soldi delle famiglie sono stati già spesi per le feste di Natale, per i regali, e per festeggiare il Capodanno. E poco e nulla resterà per gli acquisti durante i saldi». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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