22 Giugno 2009

Le organizzazioni: dal campo alla tavola prezzi quintuplicati

 ROMA. I prezzi degli alimenti aumentano a un tasso del 2,5% che è quasi il triplo di quello dell’inflazione media dello 0,9%, mentre è deflazione nelle campagne con un calo del 12,7% dei prezzi agricoli alla produzione a maggio rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle rilevazioni Ismea in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione a maggio (-0,9 per cento, il minimo dal 1968). L’aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo – sostiene l’organizzazione agricola – conferma la presenza di forti distorsioni nella filiera, che danneggiano imprese agricole e consumatori. I prezzi – continua la Coldiretti – aumentano quindi in media quasi cinque volte dal campo alla tavola ed esistono dunque ampi margini da recuperare, con più efficienza, concorrenza e trasparenza. Il crollo delle quotazioni si registra – sottolinea la Coldiretti – sia per le produzioni vegetali (-17,6%) che per quelle derivate dagli allevamenti (-5,8%). Il record della riduzione si è verificato per i cereali (-36,3%), male anche vini e oli di oliva (-25,8% e -24,3%). Il crollo verticale dei prezzi sui campi (meno 12,7% solo a maggio) ha contribuito sensibilmente a rallentare la corsa dei listini sugli scaffali (più 2,4%) dei prodotti agroalimentari, sottolinea poi la Confederazione italiana agricoltori. La diminuzione al dettaglio, comunque, osserva l’organizzazione, non ha seguito lo stesso trend di quella all’origine: così la "forbice" dalla produzione agricola alla tavola resta ancora marcata. La Cia rileva che alla diminuzione dei prezzi alla produzione non ha fatto riscontro un calo dei prezzi dei prodotti alimentari. Si hanno – aggiunge – soltanto lievi correzioni al ribasso: troppo poco. I listini, nel complesso, hanno mantenuto livelli ancora alti, anche se si comincia a registrare una costante contrazione. Per questo la Cia ribadisce la necessità di rapporti più stretti ed intese nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi lungo i vari passaggi dal campo alla tavola, per contrastare rincari artificiosi e ingiustificati e manovre speculative. Anche se i prezzi al consumo sono leggermente calati, per le associazioni dei consumatori c’è ben poco da festeggiare.  Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc continuano infatti a puntare il dito contro i rincari degli alimentari, che, nonostante la decelerazione di maggio, mostrano ancora rialzi sopra il 2%.  «Il calo dell’inflazione – commenta il Codacons – è illusorio, una diminuzione virtuale dovuta al comparto energia». Solo per gli alimentari, calcola l’associazione, si dovranno sborsare 420 euro in più nel 2009. Adusbef e Federconsumatori evidenziano così la situazione «insostenibile» in cui si trovano le famiglie italiane alle prese anche con cassa integrazione e disoccupazione.

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