7 Giugno 2011

Le imprese bocciano il sovrapedaggio Ue per i Tir ai valichi

Le imprese bocciano il sovrapedaggio Ue per i Tir ai valichi
 

ROMA E’ allarme rosso sulla previsione che la plenaria del Parlamento europeo di oggi, a Strasburgo, possa adottare la proposta di direttiva Eurovignette III, relativa alla tassazione sull’ uso delle infrastrutture da parte degli autotrasportatori. Il sovrapedaggio imposto ai caselli autostradali per l’ attraversamento dei valichi di montagna è stato giudicato da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, «fortemente dannoso per l’ economia del nostro paese, poichè rischia di diventare una pura e semplice entrata fiscale per i paesi centrali dell’ Europa, a danno dei prodotti esportati dalla periferia della Ue». Pesante la reazione anche da parte del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, che in una lettera al presidente della commissione parlamentare Trasporti e Turismo, Brian Simpson, ha invocato un rigetto del provvedimento. Il punto più controverso dell’ ipotesi di accordo raggiunta a fine maggio da Commissione, Parlamento e Consiglio Ue riguarda le modalità di utilizzo degli investimenti provenienti dalla tassazione delle infrastrutture. L’ accordo prevede infatti un sensibile aumento dei pedaggi – un tetto del 175% per coprire tutti i costi esterni, compreso quello della congestione, per un periodo giornaliero massimo di 5 ore – a fronte di un semplice auspicio di destinazione degli introiti (earmarking) derivanti dalla internalizzazione dei costi esterni alle infrastrutture meno inquinanti. In sostanza non più un obbligo, come previsto inizialmente dal provvedimento, ma una semplice raccomandazione. «La maggiorazione dei pedaggi è plausibile solo a fronte di una reale alternativa modale – tuona Confindustria – in particolare quella ferroviaria. In più una reale alternativa modale sussiste nella misura in cui i servizi generati dall’ infrastruttura alternativa di trasporto siano offerti su basi competitive, cioè se i mercati sono liberalizzati». Tutto il fronte italiano è però compatto. Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, dice: «Una proposta che ci penalizza e che rappresenta un altro duro colpo per il settore, dopo la recente sentenza del consiglio di Stato che, accogliendo un ricorso del Codacons, impone ulteriori giorni di blocco dei Tir». Levata di scudi anche da parte di Confartigianato trasporti. Secondo il presidente Francesco Del Boca «siamo di fronte al tentativo di introdurre una nuova tassa addizionale sulle aziende, con il solo fine di fare cassa al di là delle dichiarate motivazioni ambientali. Le risorse dei maggiori pedaggi dovrebbero essere obbligatoriamente destinate al settore del trasporto stradale con l’ obiettivo di rendere l’ autotrasporto più sostenibile ed efficiente, ad esempio attraverso investimenti verdi o nuove tecnologie, particolarmente importanti per le piccole e medie imprese». Una volta approvata, Eurovignette non sarà vincolante: gli Stati membri della Ue potranno decidere se adottarla o meno. L’ Italia ha già fatto sapere che non la imporrà per non gravare su un settore già pesantemente fiscalizzato, ma preoccupa l’ appeal che tali disposizioni esercitano su Austria, Francia Germania e altri Paesi dell’ Europa centrale. In Europa gli scambi commerciali operati su modalità stradale ammontano a 195 miliardi di euro (ovvero il 57,5% del totale degli scambi operati nei Ventisette): e questo equivale al 33% dell’ intero interscambio commerciale dell’ Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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