«Le compagnie fanno cartello»
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fonte:
- l`Adige
denise rocca Tornano le tariffe mensili per telefonia e pay tv dopo il via libera della Commissione bilancio del Senato all’ emendamento del Pd al decreto fiscale che ha imposto tariffe mensili (o multipli) per servizi telefonici e televisivi a partire dal 5 aprile 2018 per la telefonia e le pay tv. Da comunicazioni inviate in questi giorni agli utenti, si apprende che Tim tornerà ad addebiti mensili a partire dal primo aprile, Vodafone dal 25 marzo, 3 Italia dal 24 marzo e Wind dal 5 aprile. Per verificare cosa cambierà per la propria personale tariffazione, Tim e Vodafone hanno creato due pagine web dove, inserendo il proprio numero di telefono, è possibile capire come cambierà la tariffa: per Vodafone l’ indirizzo è https://contents.vodafone.it/remo/Authentication, Tim ha creato invece la pagina.www.tim.it/adeguamento-legge-172. Due sono le questioni ancora aperte: Tim e Vodafone torneranno alla tariffazione mensile ma procederanno con un rincaro dei canoni, pratica che il Codacons ha segnalato con un esposto all’ Antitrust per «il sospetto che possa configurarsi un cartello tra società teso a ridurre la concorrenza a tutto danno dei consumatori», inoltre rimane da chiarire se per il passato, considerando che l’ introduzione della tariffazione a 28 giorni è stata considerata pratica illegittima, gli utenti abbiano diritto a rimborsi o indennizzi. «Ciò che sta accadendo nel mondo della telefonia è inaudito – si legge in una nota del Codacons. – Alcune società telefoniche hanno infatti deciso di aumentare pressoché contemporaneamente e nella medesima misura le tariffe al pubblico, con incrementi dell’ 8,6% che appaiono a tutti gli effetti un cartello anti-concorrenza ed una beffa per milioni di italiani. Proprio dell’ 8,6% erano aumentati i ricavi degli operatori grazie alla pratica illegale di inviare bollette ogni 28 giorni e non più mensilmente». Da qui l’ esposto ad Agcom per il sospetto di un cartello. In merito alla possibilità di rimborsi la questione non è chiara, tanto che anche il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori (Crtcu) invita i consumatori ad aspettare aprile. Dopo l’ approvazione della legge è arrivata infatti anche la sanzione a carico dei gestori di telefonia fissa per l’ inottemperanza alla delibera Agcom del 15 marzo 2017, la quale aveva intimato ai gestori di ripristinare la tariffazione mensile. L’ Agcom ha sanzionato i quattro grandi gestori di telefonia – TIM, Vodafone, Fastweb e WindTre – per un importo di 1,16 milioni di euro ciascuno, ed ha imposto di riaccreditare ai consumatori le differenze di importi calcolate in più a seguito dell’ improprio conteggio. Un rimborso che non è però previsto esplicitamente dalla legge, da qui la mancata chiarezza per gli utenti sulla possibilità reale di ricevere degli indennizzi. E’ da notare che l’ Agcom non si rifà alla legge, bensì alla propria delibera di marzo 2017, questo pare riguardare solo i contratti di telefonia fissa, internet e forme ibride, escludendo invece i contratti di telefonia mobile. Inoltre, i gestori hanno impugnato la delibera citata davanti al Tar del Lazio, ed è attesa la sentenza in merito. Il Crtcu raccomanda agli utenti con contratto di linea fissa, internet o ibrido passato a fatturazione a 28 giorni nella primavera del 2017 di «aspettare le novità attese per aprile, e vedere se ci saranno rimborsi da parte dei gestori per quanto fatturato in più in questi mesi sulle fatture emesse da aprile in poi. Un caso-tipo con risposta negativa al reclamo è stato già portato in conciliazione dal Crtcu, ma il gestore, richiamando anche il ricorso pendente davanti al Tar, ha rifiutato il rimborso al cliente». Per gli utenti con contratto di linea mobile o di tv a pagamento la raccomandazione è di «controllare che da aprile in poi la fatturazione riprenda con calcolo a mese, in questo caso non si possono rivendicare rimborsi o indennizzi».
denise rocca
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