17 Agosto 2007

L`Antitrust contro il Pirellone: “La legge sui phone center va cambiata“

L`Antitrust, l`ente che regola la concorrenza tra aziende sul mercato, ha emesso parere negativo sulla legge regionale sui phone-center, dando ragione al ricorso del Codacons. “Per l`Authority le modalità sono ingiustificatamente restrittive della concorrenza e rischiano di produrre aumenti dei prezzi per i consumatori. In particolare sono ingiustificati i requisiti igienico-sanitari, in quanto privi di qualsiasi collegamento con la qualità del servizio offerto“, fa sapere l`Associazione dei consumatori, parlando di “vittoria del Codacons contro la Regione Lombardia“. “Il rischio sarebbe stato un aumento per i cittadini lombardi del costo delle chiamate internazionali, a fronte di tariffe telefoniche che sono già le più care d`Europa“, dichiara il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli. La Regione di contro obbietta: “Primo, non è vero che vengono imposte distanze minime tra gli esercizi; secondo: le norme igienico sanitarie sono le stesse degli esercizi pubblici. Insomma, nessuna lesione della concorrenza“. “La nostra è una legge – ricorda in una nota l`assessore regionale al Commercio Franco Nicoli Cristiani – che ha colmato un vuoto normativo insostenibile e che applica a queste realtà (2000 in Lombardia) norme perfettamente in linea con quelle richieste agli esercizi pubblici. Sono disposizioni oggettive, ragionevoli e che valgono per tutti: non discriminano gli operatori, non limitano la concorrenza creando posizioni privilegiate e non distorcono in alcun modo la concorrenza stessa“. “Giusti e necessari“, a detta del Pirellone, i requisti igienico-sanitari previsti dalla legge e che l`Authority ha invece cassato, secondo la Regione “c`è da chiedersi se l`Antitrust, quando ritiene sproporzionate e prive di impatto sulla qualità del servizio le previsioni formulate nella legge regionale abbia ben valutato gli elementi che caratterizzano questi esercizi e il loro impatto sul territorio. C`è quindi da chiedersi se per l`Antitrust, in questo caso, la salute dei cittadini non conta“. “Sono convinto che questa norma non vada in alcun modo modificata“ afferma l`assessore regionale al Territorio, Davide Boni (Lega). E prosegue: “Prima dell`entrata in vigore di questa legge, le attività commerciali di questo tipo non erano in alcun modo regolamentate: noi abbiamo dato regole certe anche dal punto di vista sanitario, concedendo peraltro la possibilità ai singoli comuni di regolamentarne l`apertura coerentemente con le esigenze del territorio“. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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