17 Agosto 2007

L`Antitrust boccia la Regione La legge sui phone center va rifatta

L`Antitrust boccia la Regione
La legge sui phone center va rifatta
Il Comune ha chiuso cento negozi, poi la marcia indietro
“Vessatorie “ le nuove norme che fissano criteri rigidissimi per l`apertura

ZITA DAZZI Una legge che penalizza ingiustamente i gestori dei phone center, imponendo in modo vessatorio parametri di costruzione non richiesti a nessun altro esercizio commerciale. L`Antitrust del mercato e della concorrenza, interpellato nei mesi scorsi dal Codacons, chiede alla Regione di modificare la legge regionale che dal marzo scorso regolamenta il settore della telefonia, 2.000 attività in Lombardia, 700 solo a Milano, nel 90 per cento dei casi gestite e utilizzate dagli immigrati. Sala d`attesa, tre bagni, cabine telefoniche da un metro quadrato, nessun altro phone center nei paraggi: questi alcuni dei requisiti necessari per svolgere l`attività, secondo le legge regionale, che l`Antitrust boccia perché “regolamenta l`apertura dei phone center con modalità ingiustificatamente restrittive della concorrenza“. La legge viene bocciata anche per tutelare il pubblico: “Limitare la competizione, avrà l`effetto di ridurne il numero di operatori e di incrementarne i costi: i consumatori vedranno aumentare il prezzo delle chiamate internazionali che oggi presso i phone center è particolarmente conveniente“. L`assessore regionale al Commercio Franco Nicoli Cristiani respinge le critiche: “Sono disposizioni oggettive, ragionevoli, valgono per tutti: non discriminano gli operatori, non limitano la concorrenza creando posizioni privilegiate“. Negli ultimi mesi era stato dato il via a una raffica di controlli. Centinaia in Lombardia i phone center chiusi dai vigili o falliti per l`impossibilità di adeguarsi ai nuovi parametri edilizi, definiti dal Garante “gravosi e ingiustificati perché non collegabili con la qualità del servizio offerto“. Rumorose le proteste dei gestori e dell`associazione di categoria, affiliata all`Unione commercianti. Il Tar di Brescia, interpellato dal alcuni gestori bresciani, a marzo aveva bocciato la legge rinviandola alla Corte costituzionale. “Noi a Milano avevamo chiuso un centinaio di phone center senza toilette, ma dopo il Tar, abbiamo sospeso tutto in attesa del parere della consulta“, dice il vicesindaco Riccardo De Corato. L`Antitrust sottolinea “gli elementi di rigidità“ introdotti con la delega ai Comuni della “localizzazione“ dei phone center attraverso quel “piano di governo del territorio“: quasi nessuna amministrazione l`ha disposto o conta di farlo in tempi brevi. Canta vittoria il Codacons, e Otto Bitjoka, portavoce dei gestori di phone center, commenta: “Dopo il parere del Tar, Milano ha già fatto marcia indietro e rilascia licenze anche a chi non ha nessun requisito“.

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