4 Febbraio 2014

Lambro nero, cronaca di un disastro «Le valvole aperte da mani esperte»

Lambro nero, cronaca di un disastro «Le valvole aperte da mani esperte»

Mario Consani MILANO ASSOLTI i semafori rossi e anche sei imputati, compreso il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Restano comunque due condanne a imprenditori fino a quattro anni di carcere. Si è chiuso così il processo milanese con al centro le gare d’ appalto pilotate per piazzare i T-red, i cosiddetti semafori intelligenti conosciuti anche come i «vampiri rossi». Cadute le accuse di associazione per delinquere e abuso d’ ufficio, nessun risarcimento è stato riconosciuto agli automobilisti multati e costituiti parti civili, circa 150. Per le difese, la sentenza della quarta sezione penale del tribunale ha dimostrato che «i T-red, tanto famigerati, erano semafori regolari». IN PARTICOLARE , il collegio ha condannato a quattro anni di reclusione Raoul Cairoli in qualità di amministratore unico della Ci.Ti.Esse, azienda che commercializzava in via esclusiva i T-red. A un anno, con sospensione condizionale della pena, è stato condannato Giuseppe Astorri, direttore commerciale della Scae, società che si aggiudicò l’ appalto a Segrate. Entrambi coinvolti, per il tribunale, nelle presunte irregolarità dell’ appalto e nella conseguente turbativa d’ asta. Assolti, invece, il sindaco di Segrate Alessandrini, che era accusato di abuso d’ ufficio, Lorenzo Giona, comandante della Polizia locale del Comune dell’ hinterland milanese, Dario Zanchetta, funzionario dei vigili, gli imprenditori Simone Zari, Antonino Tysserand e anche il comandante dei vigili di Settala, Ivano Mugnaini, difeso dall’ avvocato Raffaella Parisi. «TUTTO CIÒ che ha creato grande scandalo per l’ opinione pubblica è caduto», ha spiegato uno dei difensori, l’ avvocato Gianmarco Brenelli. «I cittadini multati perché erano passati con il rosso e che chiedevano i danni non hanno avuto nulla». «Un’ occasione perduta – lamenta invece il Codacons – il risarcimento non era solo importante dal punto di vista giurisprudenziale, ma sarebbe stata una svolta nella difesa dei consumatori rispetto agli abusi della pubblica amministrazione e nella battaglia sulla sicurezza stradale». Il procuratore aggiunto Alfredo Robledo aveva chiesto condanne fino a 5 anni. Secondo le indagini, c’ erano solo quattro secondi tra il giallo e il rosso dei semafori e nemmeno il decimo di secondo, dovuto, tra il rosso e lo scatto del fotogramma che rilevava l’ infrazione. «Una tesi – ribatte l’ avvocato Brenelli – che non è più stata nemmeno coltivata nel processo». Quello dei T-red, secondo l’ accusa, era un sistema congegnato in maniera illecita per portare nella casse di Segrate oltre 2,4 milioni di euro di multe. [email protected].
 

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