L´esposto: “Veleni oltre i limiti non è stato fatto il necessario”
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fonte:
- la Repubblica
Decisivo il "progetto Poemi" condotto in cinque ospedali milanesi: 73 ricoveri al giorno sono causati dall´inquinamento
Gli avvisi di garanzia a Roberto Formigoni, al sindaco Letizia Moratti e al presidente della Provincia Guido Podestà sono il frutto di due esposti e di un´opposizione all´archiviazione presentati in procura dal Codacons. La tesi è che Regione e Comune siano responsabili dell´inquinamento atmosferico a Milano. La prima denuncia, presentata nel giugno 2007 in 13 procure, prendeva le mosse da uno studio del Cnr sullo smog: nelle tredici città prese in esame 8220 morti all´anno erano causati delle concentrazioni di polveri sottili. A Milano i giorni di superamento della soglia d´allarme giornaliera (50 milligrammi per metro cubo di Pm10) erano stati, stando alla ricerca, 153 contro i 35 stabiliti per legge come limite massimo. Di qui la richiesta di individuare i responsabili nel Comune e nella Regione per non aver adottato le misure necessarie – i limiti alla circolazione – per evitare morti e malattie. In giugno il pm Giulio Benedetti, titolare del fascicolo, chiede l´archiviazione: «Non sono emersi – scrive – elementi di reato nei confronti di un soggetto preciso». L´avvocato Marco Donzelli, del Codacons, si oppone. Facendo leva sul fatto che la legge impone «obblighi di risultato» nel contrasto all´inquinamento: non basta che gli enti locali facciano «qualcosa», le misure devono essere efficaci. E nelle varie centraline di Milano, malgrado l´Ecopass, i limiti sarebbero stati sforati 104 volte nel 2008 mentre nel 2009 il tetto dei 35 giorni è stato superato già il 23 febbraio. Il Codacons incalza con un secondo esposto in ottobre. Si citano i dati del "progetto Poemi", un´indagine in 5 ospedali di Milano: 73 ricoveri al giorno sono causati dall´inquinamento. «Dati inconfutabili» scrive l´associazione. «Più si alza il livello degli inquinanti nell´aria e più aumenta il rischio di ricoveri per patologie a cuore e polmoni» conferma Sandro Amaducci, il medico responsabile del progetto. E così il gip Marina Zelante decide di rimettere gli atti al pm perché continui a indagare. Il capo del pool ambientale della procura, Nicola Cerrato, dispone così nuovi accertamenti, estendendo le indagini anche alla Provincia. «è solo un atto di garanzia per dare modo ai tre indagati di nominare un avvocato e difendersi» precisa Cerrato. Del resto, anche a Firenze sindaco e governatore sono stati rinviati a giudizio. Per lo stesso reato: «Getto pericoloso di cose».
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