2 Agosto 2002

«La vita costa meno di dieci anni fa». Consumatori contro

Contestata un?indagine Confcommercio secondo cui il rincaro di polizze e affitti è stato compensato dalla diminuzione del prezzo di alimentari e prodotti tecnologici

«La vita costa meno di dieci anni fa». Consumatori contro

ROMA – Polizze assicurative aumentate del 44,5 per cento, gli affitti lievitati di circa un terzo e le sigarette più care del 25,8%. Gli ultimi 10 anni hanno visto crescere i prezzi di alcuni beni ben oltre l` inflazione. Ma non per tutti i prodotti. Si è alleggerito il costo della «spesa» alimentare e quella dei prodotti tecnologici. Così la frutta costa il 20% in meno, anche se il primato del ribasso tocca ai telefoni (-44,1%).
A fare i conti sulla spesa degli italiani è il centro studi della Confcommercio in una ricerca nella quale ha esaminato dieci anni di aumenti e ribassi per circa 200 beni di largo consumo. Non sempre il consumatore ha dovuto affrontare rincari. Così i dati sull` inflazione rimangono stabili. È il caso della spesa alimentare: fatto 100 euro un paniere di spesa media della famiglia, per acquistare gli stessi prodotti alimentari nel 1992 si spendeva 18,24 euro, oggi se ne spendono 17,54. Nel lungo periodo, significativo risulta anche l`andamento dei prezzi reali dell`intero comparto dell`alimentazione, con una flessione di circa il 9%.
I risultati della ricerca vengono contestati dalle associazioni di Consumatori. Plausibile, rilevano le organizzazioni, che i costi di telefonini, computer e impianti stereo siano scesi sensibilmente rispetto agli anni passati, diversamente ad esempio dalle polizze assicurative. Al contrario, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, rilevano il forte aumento dei prodotti alimentari scattato a partire dal 2002 rispetto al 2001. Diversamente, sottolineano, la ricerca della Confcommercio, che parte dal 1992, «farebbe apparire lo stesso comparto in forte diminuzione per il 9% medio, con un -20% per la frutta, -8,5% per il pesce e -8,4% per la carne». Alla luce di ciò, affermano le 3 organizzazioni, lo studio sembra essere stato fatto per «mistificare ancora una volta quella realtà che è sotto gli occhi di tutti e che vede i prezzi in costante aumento». Ma non basta. I dati forniti dalla Confcommercio avrebbero anche lo scopo di rassicurare i cittadini allo scopo di far aumentare i consumi, «consumi che si sono ridotti non certo perchè i consumatori soffrono di illusioni ottiche o perchè hanno una percezione sbagliata dell`inflazione, ma solo perchè il 99% dei cittadini si è reso conto di aumenti ed arrotondamenti».

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