La vicenda viene raccontata dall`avv. Simona Russo dell`Ufficio legale
-
fonte:
- La Sicilia.it
La vicenda viene raccontata dall`avv. Simona Russo dell`Ufficio legale regionale del Codacons Sicilia alla quale si è rivolta una donna di 53 anni affetta da sclerosi multipla. La signora, racconta l`avv. Russo, aveva prenotato con circa venti giorni di anticipo due posti a sedere sul treno n. 834 Catania-Bologna del 19/12/2005, scegliendo le poltrone e ritenendo tale sistemazione più consona alle proprie esigenze, al fine di consentirle di effettuare un viaggio che risultasse il più possibile comodo e confortevole, in relazione alle proprie difficoltà fisiche. Tuttavia, al momento della partenza, apprendeva dal personale di Trenitalia, che, contrariamente alla prenotazione effettuata, non vi era disponibilità di posti a sedere sul treno: pertanto, la stessa avrebbe dovuto viaggiare in piedi, fino alla stazione di Messina. Il personale assicurava che alla stazione di Messina sarebbero state aggiunte altre tre carrozze, che avrebbero certamente consentito alla donna di proseguire il viaggio in maniera comoda, e perfettamente consona a quanto da lei richiesto al momento della prenotazione del biglietto. Ciò nonostante, giunti alla stazione di Messina, la signora, con immenso sconforto, apprendeva che, contrariamente a quanto garantitole al momento della partenza, dal personale di Trenitalia, nessuna carrozza veniva aggiunta al treno sicché, trovandosi ormai impossibilitata a far rientro a Catania doveva proseguire fino a Bologna in condizioni disastrose, affrontando peraltro l`intero viaggio in piedi. Tale penosa situazione, veniva ulteriormente aggravata dal fatto che, contrariamente alle previsioni, il treno sul quale viaggiava giungeva alla stazione di Bologna, con un ritardo di circa 4 ore; costringendola, quindi a restare in piedi per circa 20 ore. Il Codacons Sicilia su mandato della viaggiatrice ha presentato una diffida a Trenitalia per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Spiega l`avv. Russo: in tali casi esiste una responsabilità contrattuale di Trenitalia che non ha fornito il servizio per come era stato richiesto, prenotato e pagato; la situazione, continua l`avv. Russo, è stata aggravata dalle condizioni fisiche della signora che tra l`altro, stanca per quanto accadutole, ha affrontato il viaggio di ritorno a Catania in aereo per non correre il rischio di restare in piedi sul treno per altre 20 ore.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
