6 Luglio 2002

La Toscana protesta, ma solo a parole

La Toscana protesta, ma solo a parole

Piuttosto tiepida l`adesione all`iniziativa: casse aperte ai supermercati

Difficile però una rilevazione dei dati E molta gente si lamenta: «Ci voleva più informazione»





FIRENZE. I consumatori toscani hanno partecipato in maniera abbastanza tiepida allo sciopero della spesa indetto ieri da quattro associazioni (Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons) intenzionate a denunciare gli aumenti ingiustificati dei prezzi avvenuti in questi mesi con la scusa dell`introduzione dell`euro. Sotto accusa anche i sistemi di rilevamento del carovita, il famigerato «paniere» dell`Istat, che non fotografano la reale dinamica dei prezzi.
Se una rilevazione precisa del comportamento dei consumatori nei negozi al dettaglio è impossibile, un termometro, sia pure molto approssimativo, di quanto è accaduto arriva dalle catene della grande distribuzione che hanno rilevato un`adesione piuttosto tiepida. «Se nei nostri punti vendita di Roma – spiegano alla Coop Toscana Lazio – abbiamo rilevato una diminuzione delle vendite di circa il 20 per cento rispetto a un venerdì medio, in Toscana le cose sono andate diversamente e l`incidenza dell`agitazione è difficilmente apprezzabile». A Cecina, ad esempio, fin dalla mattinata sono rimaste aperte dodici casse, con un afflusso costante di clienti, a Follonica e Piombino l`affluenza dei clienti si è spostata verso il tardo pomeriggio, come sempre accade a luglio. Al supermercato della Rosa a Livorno è arrivata perfino qualche telefonata da parte di clienti che, con una certa confusione, volevano sapere se la Coop era aperta o aderiva alla protesta.
Situazione simile nella Toscana interna: «Difficile dare un giudizio – spiegano all`Unicoop – dal momento che sull`andamento della giornata influisce anche lo sciopero di giovedì. In generale, dove c`è concorrenza l`affluenza della clientela è stata tutto sommato normale, mentre dove siamo l`unica presenza, come a Empoli, Figline o Siena, c`è stato un recupero delle vendite rispetto allo sciopero del giorno precedente».
Le motivazioni della protesta sono illustrate da Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef: «Basta con l`inflazione nascosta – afferma – Il carovita viaggia almeno al 4-5% e non al 2,2% rilevato dall`Istat». «Con questo sciopero – aggiunge il segretario generale di Federconsumatori Rosario Trefiletti – diamo un segnale forte contro i rincari di prezzi e tariffe in cui ha fatto la sua parte anche la cattiva gestione del changeover dell`euro». Solidale nelle motivazioni, ma scettica sulle modalità dell`agitazione un`altra associazione, l`Aduc. «In termini di immagine il cosiddetto sciopero ha sortito il suo effetto – annuncia il presidente Vincenzo Donvito – ma gli scioperi non vanno solo annunciati ma anche gestiti per poi trarne le dovute conseguenze».

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