22 Febbraio 2002

La stima dell`Istat sul mese di febbraio

La stima dell`Istat sul mese di febbraio. Confindustria: un aumento temporaneo. Ridimensionato l`effetto euro

L`inflazione in rialzo al 2,5%

Trasporti, medicinali, Rc auto e alimentari hanno spinto i prezzi

ROMA ? L`inflazione riprende a correre. Il tasso di febbraio risale al 2,5 per cento, dopo aver resistito per tre mesi consecutivi sul 2,4 per cento. E` questa la stima dopo le anticipazioni sui prezzi al consumo in febbraio, diffuse ieri dall`Istat. L`aumento dei prezzi su base congiunturale o mensile oscilla tra un minimo dello 0,2 per cento (Perugia) e un massimo dello 0,9 per cento (Venezia).
L`aumento tendenziale (anno su anno) va da un minimo dell`1,8 per cento (Milano) ad un massimo del 3,2 per cento (Trieste).
Per il tasso dell`inflazione annua, la graduatoria vede al primo posto Trieste, seguita da Venezia, Ancona e Genova. Intorno al 2,6 per cento troviamo Torino, Bologna, Bari e Palermo. Sulla media nazionale del 2,5 per cento Napoli e Perugia. Su livelli inferiori alla media Firenze e Milano. L`aumento viene attribuito ai rincari della benzina e dei farmaci non compresi nel prontuario del Servizio sanitario nazionale. Ed anche al rialzo delle tariffe della Rc-auto, ai rtrasporti e ai prezzi dei generi alimentari.
Nessun allarme tra gli addetti ai lavori, che confermano l`aspettativa di un rallentamento dei prezzi in primavera, quando il tasso dell`inflazione dovrebbe scendere sotto il 2 per cento. Resta il fatto che il livello dell`inflazione, al netto dei prezzi petroliferi, si aggira intorno al 3 per cento. L`effetto euro («Sarebbe l`unico caso in Europa») si avverte soprattutto nei rincari dei prezzi dei servizi (alberghi, bar, ristoranti) che erano calati dopo l`11 settembre e sono ora in risalita.
Lo conferma Venezia, dove nel solo mese di febbraio i prezzi al consumo sono aumentati poco meno di un punto. Una tesi smentita dai dati di Milano, dove l`euro avrebbe fatto da «calmiere», soprattutto nei pubblici esercizi. In aumento auto italiane e straniere e ortofrutticoli.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, protesta: «Altro che correttezza. Commercianti e governo hanno approfittato dell`euro per massacrare i consumatori». Per effetto degli arrotondamenti, ogni famiglia dovrebbe spendere 774,69 euro di più l`anno (un milione e mezzo di lire), perciò è inevitabile «la restituzione almeno di un bonus fiscale per ogni famiglia». Protesta anche l`associazione Altroconsumo, secondo cui il 47 per cento degli esercizi ha ritoccato i prezzi al rialzo con l`avvento dell`euro, in prima fila cinema, parcheggi e bar.
Per l`Ufficio studi di Confindustria, l`aumento dell`inflazione è solo «temporaneo», la tendenza di fondo resta positiva. La discesa comincerà a marzo.
La Confcommercio da parte sua osserva che gli aumenti di febbraio sono dovuti a trasporti e servizi sanitari. Inoltre, molte aziende in crisi sono state costrette ad aumentare prezzi e tariffe, creando questo «effetto scalino» a febbraio. L`euro ha avuto un ruolo assolutamente limitato nelle dinamiche inflazionistiche, il comportamento dei commercianti è stato «virtuoso».
L`Isae, invece, vede un ridimensionamento dei prezzi a breve termine, quando la moderazione dei listini industriali sarà trasferita sui prezzi al consumo.

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