2 Agosto 2002

«La spesa costa meno di dieci anni fa» Consumatori: «Falso»

Consumi. Indagine Confcommercio

«La spesa costa meno di dieci anni fa» Consumatori: «Falso»

Roma. Fare la spesa costa meno di dieci anni fa: parola di Confcommercio, per la quale dal 1992 l ? andamento dei prezzi reali dei prodotti alimentari ha fatto registrare in media una flessione del 9%. Secca e immediata la risposta delle associazioni dei consumatori: sono dati irreali per mistificare il costante aumento dei prezzi, dovuto ora anche all ? effetto arrotondamento seguito all ? introduzione dell ? euro. Tutto nasce da una ricerca dell ? associazione più rappresentativa dei commercianti. Uno studio in cui si esaminano dieci anni di aumenti e ribassi per circa 200 beni di largo consumo. Ebbene, la fotografia scattata da Confcommercio mostra rincari generalizzati, dal settore delle assicurazioni a quello degli affitti o delle sigarette. Ma, a sorpresa, emerge che fare la spesa al supermercato o al negozio di alimentari sotto casa costa meno, seppur di poco, rispetto al 1992: più precisamente – si spiega nella ricerca – fatto 100 euro un paniere di spesa media della famiglia, per acquistare gli stessi prodotti alimentari nel 1992 si spendeva 18,24 euro, oggi se ne spendono 17,54. Alcuni esempi? Per la Confcommercio la frutta costa il 20% in meno rispetto al 1992, la carne l ? 8,4% in meno, il pesce l ? 8,5% in meno.
Insorgono tutte le associazioni dei consumatori, che accusano Confcommercio di voler nascondere la realtà nella speranza di far aumentare i consumi; e sottolineano come soprattutto dal 2002, con l ? introduzione dell ? euro, ci sia stato un forte aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
Per Codacons, Adusbef e Federconsumatori, Confcommercio non fa altro che «mistificare ancora una volta quella realtà che è sotto gli occhi di tutti e che vede i prezzi in costante aumento». Anche per Adiconsum «il costo del pane, della frutta, della verdura, della carne, delle bevande in realtà sono stati in linea con gli aumenti dei prezzi». E negli ultimi sei mesi questi aumenti «sono stati ben superiori al tasso d ? inflazione rilevato dall ? Istat». E per l ? Aduc «c ? è qualcuno disposto a credere che la frutta nel 2001 costava il 20% in meno rispetto al 1992?, così come il pane, le acque minerali o i cereali? L ? ipotesi più credibile – prosegue l ? Aduc – è che c ? è un settore del commercio che oggì è nel mirino di tutti i consumatori (quello alimentare e, in particolare, quello dell ? ortofrutta) perchè con la più sfrontata leggerezza e con la scusa dell ? euro subisce aumenti stratosferici grazie a ricavi sui prodotti che vanno anche oltre l ? 800%».
Ma non sono solo i generi alimentari per la Confcommercio a costare di meno rispetto ad alcuni anni fa. Secondo la ricerca, infatti, si è alleggerita anche la spesa per i prodotti tecnologici, con i telefoni cellulari che costano il 44,1% in meno, seguiti a ruota dal comparto Tv, Hi-fi e Computer (-34,5%). «È la scoperta dell ? acqua calda», ribattono le associazioni dei consumatori, per le quali «è scontato che prodotti innovativi ed esclusivi (come potevano essere i cellulari nel ? 92) al momento del lancio sul mercato abbiano prezzi elevati».

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