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8 Gennaio 2002

La rivolta dei consumatori “550 euro di rincari a famiglia“

LA POLEMICA

Confcommercio: gli unici aumenti sono nelle tariffe. Tremonti: nessun rischio inflazione

La rivolta dei consumatori “550 euro di rincari a famiglia“

Billè contro le banche: “Il peso del changeover sta gravando tutto sui negozianti“

ROMA ? Europrezzi, è “tutti contro tutti“. La polemica sugli arrotondamenti e sui listini gonfiati in corrispondenza con l`entrata in circolazione della moneta unica, è passata dalle parole dei giorni scorsi ai “fatti“ di ieri. Il primo affondo l`hanno portato le maggiori associazioni dei consumatori con un`ampia anteprima di dati (negativi) emersi dal monitoraggio avviato il 1 gennaio. A stretto giro di posta è arrivata nel pomeriggio la durissima replica dei presidenti di Confcommercio e Confesercenti, Sergio Billè e Marco Venturi. Pronta anche la risposta del ministro dell`Economia Giulio Tremonti secondo il quale non c`è invece alcun casoeuro: «Pensiamo che l`inflazione sia sotto controllo ? ha detto Tremonti ? e che l`incidenza del passaggio all`euro sia praticamente insignificante».

Ma i consumatori non ci stanno. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, nel 2002, grazie all`euro «saremo tutti più poveri». Gli aumenti da changeover si attesterebbero intorno al 14%: 557,77 euro (1.080.000 lire) in un anno, con inflazione in ripresa (tra lo 0,4 e lo 0,7%). E le bordate dei consumatori sono state raccolte in un lungo elenco di casi, dalla A alla Z che riassumono le denunce degli utenti.

«In attesa di un decreto del governo che sanzioni pesantemente quegli esercizi commerciali scorretti negli arrotondamenti» dicono i quattro rappresentanti degli utenti, «abbiamo dato il via a tre cause: la prima riguarda un cittadino di Ladispoli il cui fidato cappuccino, preso abitualmente nel bar sotto casa, è passato da 1.600 lire a un euro (1936,27 lire, un incremento del 25%). La seconda riguarda un ponte mobile per l`attraversamento del Canale Candiano a Ravenna: la tariffa di attraversamento è passata da 1.000 lire a 0,70 euro (1.355 lire, più 35%). La terza invece prende di mira il pedaggio dell`autostrada NapoliSalerno, volato da 1.800 lire a 1 euro (+7,50%).

La replica dei commercianti. Per Sergio Billè (Confcommercio), «fare i furbi, diffondere dati e informazioni che non hanno valore statistico, significa accrescere il disorientamento e la confusione. E poi ? ha aggiunto Billè ? se ci sono stati degli sporadici casi, è insensato accusare l`intera categoria, un milione e 200mila esercizi in Italia. I consumatori hanno comunque un`arma vincente: cambiare negozio se i prezzi sono ritoccati». Da Billè partono anche delle stoccate nei confronti dell`associazione bancaria, in seguito alla chiusura degli istituti nel weekend, lo sciopero di ieri e la mancanza di corsie preferenziali agli sportelli riservate ai commercianti. Un altro affondo di Billè è andato alla «insufficiente, mal gestita campagna di informazione sull`euro, costata decine di miliardi» e «alla carenza di banconote di piccolo taglio»; inoltre il cammino verso l`alto dell`inflazione sarà «minimo», entro lo 0,2% per la parte riservata ai prezzi mentre nel complesso, a causa degli aumenti «questi sì ingiustificati» delle tariffe, potrebbe arrivare allo 0,4%. Dati che potrebbero essere presto confermati dall`Istat e dal Comitato euro che si riunirà oggi per un plenum straordinario. Infine, per Marco Ventuti (Confesercenti) «è bene che le organizzazioni dei consumatori la smettano di allertare i cittadini sulla scorrettezza dei negozianti, evitando di creare un clima di sfiducia».

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