23 Giugno 2011

La riforma fiscale guarderà alle famiglie numerose

ROMA La riforma fiscale, oltre alla riduzione delle aliquote Irpef a tre (20%, 30 e 40), dovrebbe contenere misure che guardano ai nuclei familiari numerosi. Ad annunciarlo ieri è stato il premier Silvio Berlusconi. Parallelamente ai lavori sulla riforma fiscale, proseguono le simulazioni sulla manovra e tra le misure riguardanti la previdenza potrebbe esserci una anticipazione per l’ aggancio tra età e speranza di vita. Occhio anche agli assegni d’ oro e ai contributi dei co.co.co. Manovra e delega fiscale potrebbero arrivare in contemporanea sul tavolo del consiglio dei ministri la prossima settimana, martedì 28 giugno. L’ annuncio sulle famiglie è arrivato da Berlusconi: la riforma fiscale «darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate, a partire dalle famiglie più numerose». Secondo quanto si apprende, la via potrebbe essere quella dell’ introduzione progressiva del cosiddetto «fattore famiglia». Oggi ci sono 25 voci diverse di sconti fiscali riconducibili alla famiglia che pesano oltre 21 miliardi di euro l’ anno ma ci sono anche bonus che interessano una manciata di contribuenti (c’ è una detrazione per borse di studio che vale per 51 persone) e altri che non fanno la differenza. Il bonus palestre, per fare un esempio, non rende neanche 40 euro ai fini dell’ alleggerimento del conto del 730 o di Unico. Una parte di queste risorse potrebbe dunque essere utilizzata per ampliare la no tax area, tenendo conto del numero dei figli e di alcune condizioni particolari, come nel caso di famiglie monoparentali o con figli disabili. Un sistema che costerebbe intorno ai 15-16 miliardi di euro. Cifra che potrebbe arrivare proprio dallo sfoltimento complessivo delle detrazioni. Sulla riforma fiscale cresce poi il partito contrario all’ ipotesi di aumento dell’ Iva. Se per la Confcommercio le famiglie ridurrebbero di circa 340 euro l’ anno i consumi, per il Nens, il Centro Sudi di Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco, un aumento della tassa sui consumi sarebbe «sbagliato e fallace». Anche i consumatori del Codacons giudicano «irresponsabile» l’ ipotesi; scettica pure la Cgil e la leader Susanna Camusso chiede piuttosto di aumentare le tasse sui grani patrimoni. Per quanto riguarda la manovra, l’ adeguamento dell’ età pensionabile alle attese di vita, previsto dalla manovra dello scorso anno, potrebbe scattare dal 2013 anziché dal 2015. Sarebbe questa una delle misure allo studio, sulla quale Emma Marcegaglia esprime un giudizio positivo, in vista della manovra da 40 miliardi di euro (più 3 miliardi per il rifinanziamento di alcune spese inderogabili). Nel menù sempre il blocco del turn-over nel pubblico impiego, la riduzione dei costi della politica, la razionalizzazione di alcuni enti, risparmi nella sanità. Tra le misure che riguardano la previdenza, figurerebbe anche l’ innalzamento della contribuzione per i collaboratori al 33%, misura che potrebbe valere 350 milioni di euro l’ anno. Altra misura allo studio riguarderebbe il blocco della rivalutazione automatica per le cosiddette pensioni d’ oro (quelle 8 volte superiori al minimo), misura che potrebbe dare un gettito di almeno 140-150 milioni di euro l’ anno. Resta infine anche la questione dell’ innalzamento dell’ età pensionabile delle donne che lavorano nel settore privato a 65 anni. Il Nens critica il governo e avverte: gli impegni assunti con la Ue per riequilibrare i conti pubblici comporterebbero una manovra correttiva non di 40 miliardi, come viene affermato, ma tra i 50 e i 60 miliardi.

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