La rabbia dopo l’ aggressione in stazione «Gesto incivile che non si può accettare»
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
«Massima solidarietà a chi, svolgendo il proprio lavoro, si trova con la faccia a pezzi. Sono schifato e mi auguro venga comminato il massimo della pena a chi passa un weekend con l’ idea di picchiare le persone e sfogare la propria rabbia interiore». Le parole sono del sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri, che ha voluto mettere nero su bianco il suo stato d’ animo anche sui social network scatenando una serie di reazioni di condanna e allo stesso tempo di solidarietà alla famiglia che suo malgrado è stata protagonista di una mattina da incubo. «Quei bulletti non devono averla vinta. Uniti si vince, mai aver paura» si legge in un post. E ancora: «Già avere un’ attività è difficile, se poi ci viene tolta la tranquillità e la sicurezza» . «Ma perchè non sono finiti in carcere? -si chiede un altro morbegnese – Ci vuole una giustizia più severa: chi controllerà che non facciano altri danni?». «Una zona controllata» Il riferimento è al brutto fatto di cronaca che si è consumato domenica mattina quando i titolari del bar della stazione, Fabio Quaini , 45 anni (ieri operato al San Gerardo di Monza per una frattura nella regione zigomatica e mandibolare e una ferita al volto dopo essere stato colpito da un sasso), sua moglie Elisabetta Aramini , 42 anni, e tre clienti sono stati presi a botte e sassate da un minorenne, un senegalese residente a Nibionno, entrato nel locale insieme con un amico. L’ episodio ha fatto molto parlare ieri a Morbegno per la violenza contro i proprietari del bar, «che andrò a trovare non appena il titolare si rimetterà dopo le cure- dice il sindaco Ruggeri – La città non può accettare quanto è successo, un gesto tanto incivile quanto pericoloso». La zona della stazione peraltro è una della più controllate nella città specialmente nelle ore notturne. «Come ogni altro luogo di passaggio e scambio, la stazione può diventare meta anche di criminalità – dice Ruggeri- fortunatamente nel nostro abitato non sono mai stati raggiunti livelli simili a quelli di domenica. Era da parecchio tempo inoltre che la situazione sembrava essersi normalizzata e il monitoraggio costante della zona delle forze dell’ ordine finora aveva dato buoni risultati». «Senza se e senza ma» Sul caso si esprime anche il presidente della Comunità montana Christian Borromini che dà la propria «solidarietà ai gestori del bar della stazione – afferma- è un episodio di violenza inaudita inaccettabile che va condannato senza se e senza ma. È inaudito che certe persone si credano intoccabili». Si unisce al coro unanime che bolla il fatto incivile anche il Codacons: « Ci rivolgiamo al sindaco, vogliamo che venga garantita la sicurezza di tutti i pendolari e cittadini della zona della stazione. Servono strumenti in grado di garantire la sicurezza come la presenza di telecamere di sorveglianza o di presidi della polizia locale».
sabrina ghelfi
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