3 Dicembre 2004

La proposta della Confcommercio per sopperire al calo della spesa delle famiglie

CONSUMI NATALIZI. La proposta della Confcommercio per sopperire al calo della spesa delle famiglie

Billè: «Prezzi più bassi per le feste»

Appello ai negozianti. I consumatori: troppo tardi, i rincari sono già stati decisi




Roma. Prezzi giù da subito per invogliare gli italiani a spendere di più in vista delle feste di Natale. È l?appello che ha lanciato il presidente della Confcommercio alla sua categoria per sollecitarla a «fare tutto il possibile per andare incontro alle esigenze delle famiglie e per stimolare di rimbalzo una ripresa dei consumi. Non è un?operazione facile», spiega Sergio Billè ( nella foto a destra del titolo ), «perché le imprese, a causa della caduta dei consumi e delle promozioni già attuate, hanno ormai margini operativi largamente ridotti. Ciascuno farà quel che potrà; sarebbe però sbagliato starsene con le mani in mano in attesa che qualche santo del Paradiso possa d?incanto risolvere i problemi delle famiglie e i nostri». La Confcommercio calcola che quest?anno le famiglie italiane spenderanno in dicembre quasi 1.950 euro per l?acquisto di beni, con una maggiore disponibilità di circa 600 euro rispetto alla spesa media di qualunque altro mese dell?anno. Grazie all?effetto Natale, le spese che le famiglie effettueranno a dicembre raggiungeranno i 13,7 miliardi di euro – garantiti in gran parte, e cioè per circa 10,3 miliardi di euro – dalle tredicesime dei lavoratori dipendenti e pensionati. Il dato risulta inferiore di circa cento milioni di euro rispetto ai 13,8 miliardi del 2003: la spesa natalizia di quest?anno registra quindi una contrazione dello 0,7 per cento e – sottolinea la Confcommercio – riflette la tendenza negativa delle vendite al dettaglio e l?atteggiamento prudente delle famiglie nelle decisioni di acquisto.
«L?iniziativa di Billè è perfettamente in linea con l?orientamento del governo», commenta il ministro delle Attività produttive. «La sua proposta si muove nella stessa logica che ci ha portato a stipulare l?accordo con la grande e media distribuzione», dice Marzano.
Ma i consumatori vanno subito al contrattacco: «I commercianti i prezzi li hanno già aumentati in questi giorni, in vista delle festività», dicono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che denunciano rincari fino al 55 per cento. Anche la Confesercenti sottolinea il successo della sua iniziativa, «Spesa amica», che ha portato, afferma l?organizzazione, 40 mila negozi a ridurre del due per cento il prezzo di alcuni prodotti di largo consumo.
Secondo la Confcommercio, l?iniziativa dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi dei prodotti ed essere attuata già nei prossimi giorni, «in modo da mettere qualcosa di nostro e di concreto sotto l?albero di Natale delle famiglie». Billè si mostra fiducioso del fatto che i negozi risponderanno all?appello: «La cosa importante», dice, «è dare un segnale: se qualcuno comincerà a dare il buon esempio, molti altri seguiranno». La Confcommercio sostiene che i prezzi di molti prodotti, come certificato anche dall?Istat, sono da tempo già fermi: «Ma ora bisogna fare di più», dice Billè: «sarebbe bene che gli operatori piccoli, medi e grandi di tutti i comparti – commercio, turismo e servizi – riflettessero su questa proposta. Sarebbe», conclude, «un investimento a buon rendere».
Intanto, le previsioni di acquisto per i regali di Natale – elaborate sempre da Confcommercio – indicano che sotto l?albero gli italiani troveranno quest?anno sempre meno vestiti e scarpe e sempre più libri, cd o gadget tecnologici. Nella spesa alimentare, in calo del 6 per cento rispetto al 2003, si prevede una riduzione del tre per cento dei torroni, a vantaggio della cioccolata: più 12 per cento. Stabile il consumo di panettone, per il quale – pare – sarà però privilegiato il prodotto artigianale.

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