19 Settembre 2006

La Procura di Roma apre un fascicolo (al momento senza indagati) sullo scorporo di Tim

ROMA Se con le dimissioni di Angelo Rovati qualcuno “pensa di aver chiuso il caso“ sbaglia di grosso. Si tratta “di una vicenda dai risvolti inquietanti: Prodi ne deve dare conto al paese“. E lo deve fare “intervenendo in prima persona in aula“. Lo dicono i fedelissimi del Cavaliere. E lo dicono dando voce al leader che, ufficialmente non proferisce parola ma è certo rappresentato dalla linea ufficiale del partito. Infatti, a sentire chi gli ha parlato, Silvio Berlusconi avrebbe chiesto di continuare a picchiare su Prodi: è un`emergenza politica, lui ci deve mettere la faccia, è il suo ragionamento. Per il resto, si muove con maggior prudenza del solito: sta alla finestra a vedere quello che accade nel centrosinistra, è la versione ufficiale. Ma i maligni sostengono che forse è più interessato di quel che appare alle sorti di Telecom: un boccone prelibato per Mediaset. Il leader di An Gianfranco Fini intervenendo a “Controcorrente“ di Sky Tg24, ha chiesto, come ha fatto Berlusconi, le dimissioni di Romano Prodi per la vicenda Telecom. “Prodi ha mentito due volte: una ha detto Fini che non ne sapeva nulla, poi dicendo di non conoscere alcun pian sul futuro di Telecom. Poi si è visto che quel piano non solo c`era ma era stato redatto da un suo collaboratore che si è dovuto dimettere perchè beccato con il sorcio in bocca“. Con toni più o meno accesi la CdL si ritrova d`accordo: incassa le dimissioni di Rovati, ma vuole di più. E sposta la polemica sul dibattito parlamentare. Anche l`Udc con Lorenzo Cesa nota infatti che “questo gesto non risolve comunque il problema di capire direttamente dal presidente del consiglio quali azioni ha posto in essere Palazzo Chigi nei confronti del gruppo Telecom“. Mentre Castelli (Lega) minaccia l`inattività del Senato se non si presenterà il premier. “Di che verrà a parlare Gentiloni giovedì alla Camera? Né lui né Bersani erano al centro di ciò che Prodi e Rovati stavano trafficando“, sottolinea Cicchitto, vicecoordinatore azzurro. Intanto la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per il momento senza indagati, ipotesi di reato e indicazioni di altro genere sul caso Telecom. L`apertura del dossier, denominato Modello 45 e intestato “Atti relativi a“, consentirà, come ha confermato il procuratore della Repubblica, Giovanni Ferrara, che coordina l`inchiesta penale, di avviare un primo esame sulla vicenda e chiedere alla Consob informazioni circa la situazione in cui si trova ora la vicenda Telecom. In particolare, la Procura intende sapere se da parte dell`ente di controllo siano state prese iniziative nell`ipotesi che nel silenzio tenuto dalla società telefonica possa configurarsi il reato di ostacolo all`attività di vigilanza della Consob stessa. Il fascicolo contiene solo la denuncia presentata sabato dal Codacons e tutti gli articoli di stampa usciti in questi giorni. Più precisamente, i giudici vogliono appurare se il mercato è stato informato sullo scorporo di Tim da Telecom.

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