La meteorologia incide sui prezzi
Il caldo raffredda il costo della vita
L`inflazione ad aprile scende a +1,5%, livello più basso da giugno 1999
ROMA. Anche la meteorologia pesa sulle dinamiche dei prezzi. Ad aprile il tasso d`inflazione misurato dall`Istat è sceso all`1,5%, dall`1,7 di marzo, il livello più basso dal giugno del 1999. E la voce che determina in maniera preponderante il rallentamento del carovita è l`energia, su cui incidono la stagione mite, con temperature più alte della media, e i consumi ridotti di combustibile per riscaldamento. Non va così per altri beni, in particolare gli alimentari, i cui aumenti preoccupano le associazioni dei consumatori. Ma l`andamento generale è positivo e “incoraggia consumi e crescita“, osserva il ministro Bersani. Anche se, aggiunge, bisogna tenere sempre alta l`attenzione “riducendo componenti improprie e vigilando su comportamenti speculativi“. Soddisfatta Confesercenti, perchè “prezzi più bassi aumentano il potere d`acquisto delle famiglie“, mentre è più prudente Confcommercio, che giudica “incoraggianti“ i dati, ma vi legge anche una “debolezza della domanda di consumi delle famiglie“. Tornando all`energia, da sola la spinta proveniente da questa voce ha contribuito per circa un decimo di punto al rallentamento dell`inflazione. Nel complesso, in base alla stima preliminare diffusa dall`Istat, ad aprile i prodotti energetici hanno registrato una crescita dello 0,5% rispetto a marzo e una diminuzione dello 0,1% rispetto ad aprile 2006, quando la tendenza era opposta rispetto a quella attuale e la crescita fu del +2,3%. Più in dettaglio, è soprattutto la componente regolamentata, in cui rientrano tariffe elettriche e del gas, a frenare, con un calo dell`1,5% rispetto a marzo. Su base annua l`aumento è del 2,9%, di gran lunga inferiore al +7,2% registrato a marzo. In discesa del 2% su marzo i prezzi del gasolio per uso domestico. Per quanto riguarda benzina verde e gasolio, la dinamica resta sostenuta su base congiunturale, con aumenti del 2,6% e dell`1,5%, mentre si allenta su base tendenziale, con un calo rispettivamente del 2,7% e del 4,2%. Diverso il trend degli alimentari. Nel complesso il capitolo che raggruppa alimentari e bevande analcoliche denuncia un rialzo dello 0,4% congiunturale e del 2,7% tendenziale. Sono soprattutto i beni non lavorati a trainare l`aumento, con una crescita su base annua del 3,9% per gli ortaggi e del 4,9% per la frutta. Non è escluso che anche qui pesi l`effetto meteo. Ma per le associazioni dei consumatori c`è dell`altro. Il Codacons parla di speculazioni tra il prezzo all`origine e quello finale dell`ortofrutta, con incrementi fino al 1000% e conseguenze soprattutto per i ceti medio-bassi. Più critiche Adusbef e Federconsumatori, che giudicano i dati Istat “non aderenti alla realtà di milioni di famiglie“.
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