23 Giugno 2011

La manovra sarà di 43 miliardi

ROMALa riforma fiscale, oltre alla riduzione delle aliquote Irpef a tre (20, 30 e 40%), dovrebbe contenere misure che guardano ai nuclei familiari numerosi. Ad annunciarlo ieri è stato Berlusconi. Parallelamente ai lavori sulla riforma fiscale, proseguono le simulazioni sulla manovra e tra le misure riguardanti la previdenza potrebbe esserci una anticipazione per l’ aggancio tra età e speranza di vita. Una manovra complessiva da 43 miliardi spalmati su quattro anni: 3 quest’ anno per rifinanziare spese inderogabili, 5 nel 2012 e 35 nel 2013-2014. Lo riferiscono fonti tecniche, confermando che il dl è atteso la prossima settimana accompagnato da una delega per la riforma fiscale. Nel menù su cui si sta ancora lavorando: la prosecuzione del blocco del turn-over nel pubblico impiego e del congelamento degli stipendi al 2014; l’ allungamento dei tagli agli enti locali per 3 miliardi e ai ministeri per 5; risparmi dalla sanità tramite i costi standard per 5 miliardi; l’ anticipo al 2013 (dal 2015) dell’ aggancio alle aspettative di vita dell’ età pensionabile e l’ innalzamento dell’ età pensionabile per le donne nel settore privato, nonchè un inasprimento dei contributi per i parasubordinati e il blocco della rivalutazione per le «pensioni d’ oro». Sul fronte fiscale, alcune simulazioni stimano che dallo sfoltimento delle attuali agevolazioni e detrazioni si possa ricavare un risparmio del 10% del valore complessivo (161,5 miliardi), dunque circa 16 miliardi. L’ annuncio sulle famiglie è arrivato invece direttamente dal premier: la riforma fiscale «darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate, a partire dalle famiglie più numerose». La via potrebbe essere quella dell’ introduzione progressiva del cosiddetto «Fattore Famiglia». Oggi ci sono 25 voci diverse di sconti fiscali riconducibili alla famiglia che pesano oltre 21 miliardi di euro l’ anno ma ci sono anche bonus che interessano una manciata di contribuenti e altri che non fanno la differenza. Una parte di queste risorse potrebbe dunque essere utilizzata per ampliare la no tax area, tenendo conto del numero dei figli e di alcune condizioni particolari, come nel caso di famiglie monoparentali o con figli disabili. Un sistema che costerebbe intorno ai 15-16 miliardi di euro. Cifra che potrebbe arrivare proprio dallo sfoltimento complessivo delle detrazioni. Quanto alle manovre sull’ Iva i consumatori del Codacons giudicano «irresponsabile» l’ ipotesi; scettica pure la Cgil e la leader Camusso chiede piuttosto di aumentare le tasse sui grandi patrimoni. Per quanto riguarda la manovra, l’ adeguamento dell’ età pensionabile alle aspettative di vita sarebbe una delle misure allo studio, sulla quale Marcegaglia esprime un giudizio positivo, in vista della manovra. Nel menù sempre il blocco del turn-over nel pubblico impiego, la riduzione dei costi della politica, la razionalizzazione di alcuni enti, risparmi nella sanità. Tra le misure che riguardano la previdenza, figurerebbe anche l’ innalzamento della contribuzione per i collaboratori al 33%, misura che potrebbe valere 350 milioni di euro l’ anno. Altra misura allo studio riguarderebbe il blocco della rivalutazione automatica per le cosiddette «pensioni d’ oro» (quelle 8 volte superiori al minimo), misura che potrebbe dare un gettito di almeno 140-150 milioni l’ anno. Resta infine anche la questione dell’ innalzamento dell’ età pensionabile delle donne che lavorano nel settore privato a 65 anni. Il Nens critica il Governo e avverte: gli impegni assunti con l’ Ue per riequilibrare i conti comporterebbero una manovra correttiva non di 40 miliardi, ma tra i 50 e i 60 miliardi.
 

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