18 Settembre 2011

La manovra costa cara alle famiglie Confesercenti: stangata da 33 miliardi

La manovra costa cara alle famiglie Confesercenti: stangata da 33 miliardi
 

ROMA – Uno sciopero «simbolico» di tutti quelli che pagano le tasse. È la proposta che sta preparando la Uil di Luigi Angeletti perché troppi in Italia continuano a evadere, mentre chi ha la ritenuta alla fonte non può sottrarsi a una pressione fiscale che nel 2014 – secondo la Cgia di Mestre – è destinata ad arrivare in termini reali al 54 per cento. Pagheranno di più ancora le famiglie. Le stesse su cui – ha calcolato la Confesercenti – si scarica per oltre la metà l´effetto-manovra: 33 miliardi su 54. Una mega-stangata. Dunque, la protesta di chi paga le tasse (dagli operai fino ai dirigenti che comunque hanno il sostituto d´imposta) contro chi evade o elude. «Non chiediamo di fare sciopero e perdere altri soldi – ha spiegato Angeletti – ma pensiamo a una cosa simbolica per dire che questa è una situazione inaccettabile». D´altra parte le ultime tre manovre hanno decisamente ridotto le possibilità della riforma fiscale che dovrebbe spostare il prelievo "dalle persone alle cose", e cioè dall´Irpef all´Iva. Che da ieri, però, è già aumenta dal 20 al 21 per cento. Con conseguenze inevitabili sui prezzi. Secondo il Codacons il 35 per cento dei negozi avrebbe già ritoccato i listini. Di certo questa è la prospettiva, confermata, peraltro, dalle organizzazioni dei commercianti. «Deve essere evidente a tutti – ha voluto far sapere la Confcommercio – che l´aumento di un punto percentuale dell´aliquota Iva produrrà inevitabilmente un piccolo scalino inflazionistico che contribuirà a ridurre la già bassa dinamica dei consumi delle famiglie e del Pil». La spesa famigliare crescerà in media di 140 euro l´anno, secondo la Confesercenti; mentre la Federalimentare parla di 180 euro. E contro la decisione di far leva sull´Iva per recuperare circa quattro miliardi di euro, si è schierato ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «È una scelta rischiosa – ha detto – perché si possono congelare ancora di più i consumi, ma è anche un´ingiustizia sociale perché chi se lo può permettere, potrà pagare ad esempio un elettrodomestico un po´ di più, chi non può farlo non lo comprerà». Piuttosto, Fini non avrebbe «esitato a mettere una patrimoniale vera». In questo d´accordo con Rifondazione comunista che per oggi ha organizzato in cento piazze d´Italia il "Patrimoniale day". Ma la strada per ridurre il peso delle tasse su chi le paga passa solo da una efficace lotta all´evasione fiscale. Ieri il presidente dell´Istat, Enrico Giovannini, è tornato a sottolineare la necessità di ridurre al minimo l´uso del denaro in contante per restringere i confini dell´evasione. Nella stessa direzione si muove l´abbassamento delle soglie di rilevanza penale per i reati tributari, previsto dall´ultima manovra: 30 mila euro per far scattare i reati di dichiarazione fraudolenta o di messa dichiarazione o di 50 mila per quello di dichiarazione infedele. «In questo modo – ha detto il direttore dell´accertamento delle Agenzie delle entrate, Luigi Magistro – si amplia la platea degli evasori che rischiano di rispondere penalmente per l´evasione: prima si trattava di alcune decine di migliaia, oggi sono alcune centinaia di migliaia».

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