7 Marzo 2002

La gente: una soluzione qualsiasi ma subito

La gente: una soluzione qualsiasi ma subito

Dissalatore sì, dissalatore no? Abbiamo chiesto il parere dei cagliaritani.
Nicola Castangia, dirigente della cooperativa Golfo degli Angeli: «Quella del dissalatore è una spesa affrontabile e utile ma bisogna valutare i costi di gestione. Prima però occorre ottimizzare le risorse idriche che si hanno».

Giuseppe Scura, direttore dell?Ascom Confcommercio:«Molti pubblici esercizi, penalizzati dalla siccità, incominciano a dotarsi di depuratori. Personalmente credo poco nel dissalatore per via dei costi di esercizio elevati. Meglio la depurazione o il vecchio sistema dei pozzi».

Giovanni Sedda, responsabile del Codacons: «Il dissalatore sarebbe un?opera mastodontica e troppo costosa. Siamo contrari anche a nuove dighe. Invece, non scartiamo l?idea dei geologi per l?utilizzo delle acque sotterranee e, soprattutto, il recupero delle acque reflue in agricoltura».

Romano Satolli, segretario regionale Unione Consumatori: «No al dissalatore. Bisogna andare a monte e combattere gli sprechi. Ad esempio si potrebbero nelle abitazioni due condotte, una per l?acqua potabile (più costosa) e una per gli altri usi. Ma prima di tutto bisogna riparare le condotte idriche».
Raimondo Congiu, agronomo: «Cagliari potrebbe essere una città lussureggiante senza toccare una goccia di acqua potabile: basta utilizzare le acque reflue di Is Arenas per irrigare i giardini. Nell?immediato, se ci sono i soldi, sono favorevole al dissalatore, ai collegamenti tra bacini ed a quello con la Cor-sica».

Franco Meloni, direttore generale del Brotzu: «Sono favorevole al dissalatore, a patto che il costo dell?acqua non ricada sulla collettività. Penso che si possa risolvere il problema anche con l?utilizzo delle acque reflue e di quelle sotterranee».
Lelio Lecis, regista teatrale: «Bisogna decidere in fretta. Qualsiasi soluzione può andar bene, basta che risolva il problema. Personalmente non so quali siano i tempi di realizzazione del dissalatore».

Vincenzo Cossu, urbanista: «Non credo nel dissalatore: il problema idrico deve essere risolto per tutta la Sardegna risparmiando sui consumi. Rifacciamo le reti idriche ed utilizziamo le fonti alternative. In particolare va regolamentato l?uso delle acque sotterranee».
Mariella Mocci, presidente Arte & Moda: «L?acqua dissalata dovrebbe essere utilizzata in tutta la provincia, soprattutto per l?agricoltura. Per quanto ci compete, noi cittadini dobbiamo evitare gli sprechi ma il Comune deve riparare le condotte idriche».

Giorgio Asuni, segretario Cgil di Cagliari: «Non si può affrontare il problema partendo dall?emergenza: si corre il rischio di sbagliare. Prima di parlare del dissalatore bisogna intervenire sulle reti idriche, utilizzare le acque reflue e razionalizzare i consumi per l?agricoltura».

Pierpaolo Falco, direttore Sviluppo Italia Sardegna: «Il dissalatore da solo non basta. Bisognerebbe capire perché in questi anni non è stata fatta una programmazione più comprensiva sull?uso dell?acqua in Sardegna».

Salvatore Morittu, sacerdote: «Non sono un tecnico ma se il dissalatore celasse una seria volontà politica di risolvere il problema idrico ben venga. Se invece fosse un altro modo per ritardarlo sarebbe un atteggiamento scellerato».

Marilena Barrui, imprenditrice: «Sono completamente favorevole al dissalatore: potrebbe risolvere il problema sia per i privati che per la categoria degli imprenditori».

Gigi Piras, sportivo: «Realizzare il dissalatore sarebbe una cosa importantissima. La crisi idrica sta penalizzando il mondo dello sport. Molti impianti non hanno i serbatoi per consentire le docce degli atleti».
Nichi Grauso, imprenditore: «È pazzesco essere arrivati a questo punto senza trovare una soluzione. I dissalatori sono utilizzati già da tempo in tanti altri Paesi come Israele. Ma si sarebbe già potuto tirar fuori anche l?acqua da sottoterra, se è vero che ce n?è tanta».

Giorgio Marongiu, operatore turistico: «Il problema idrico rischia di compromettere la stagione estiva: deve essere risolto velocemente coinvolgendo tutta la popolazione. Se il dissalatore può evitare le restrizioni deve partire immediatamente».

Raimondo Ibba, presidente dell?Ordine dei Medici: «Il dissalatore può essere una soluzione tampone in attesa di adottare al più presto quelle definitive. Non bisogna dimenticare che la carenza d?acqua espone la cittadinanza e la sanità pubblica all?insorgenza di malattie infettive e parassitarie».






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