La frenata è del 4%
La frenata è del 4%. Il Codacons: abbassare i prezzi
ROMA. I consumi delle famiglie sono ancora in calo e le imprese restano pessimiste sulla ripresa, anche se qualche lieve cenno di recupero inizia a spuntare. I consumatori intanto chiedono un taglio dei prezzi significativo e non inferiore al 10%. La Confcommercio ha certificato che anche a febbraio, per il dodicesimo mese consecutivo, i consumi si sono ridotti del 4% (a gennaio del 4,3%) a conferma che la fase critica non si è esaurita. Dato analogo si è registrato nei paesi di Eurolandia. Solo nel febbraio 2008 i consumi erano aumentati dell’1%, un lusso per questi tempi. Le famiglie hanno anche confermato che a marzo «il clima di fiducia è tornato a scendere dopo un bimestre caratterizzato da un moderato recupero. Ancora particolarmente pesanti gli effetti della riduzione della domanda interna ed estera sulla produzione industriale». A parte la questione fiducia, con le famiglie che non vedono la fine del tunnel della crisi, il dato di febbraio rappresenta «la sintesi di una flessione particolarmente accentuata della domanda relativa ai beni – commenta la Confcommercio – pari a -5,1%, a cui si è continuata ad associare una riduzione della domanda per i servizi (-1,4%9)». In particolare la flessione ha interessato la domanda di beni e servizi per la cura della persona e confermato le difficoltà per l’abbigliamento e l’auto. Per la Confcommercio uno degli indicatori della crisi è nel calo, che dura ormai da un anno, della domanda per i prodotti alimentari, con una contrazione degli acquisti dell’1% in valore e del 4,5% in quantità. Anche la domanda per beni e servizi ricreativi è calata del 1,6%, con l’unica eccezione di quella per concorsi e pronostici. Poco meno del 2% la flessione per ristoranti e alberghi. A febbraio c’è stato anche il crollo del 16,4% di beni e servizi per la mobilità, legato alla diminuzione della vendita di vetture con un trend che però già a marzo potrebbe invertirsi. Per il Codacons il calo dei consumi conferma che serve una terapia d’urto: abbassare i prezzi di almeno il 10%. «La Confcommercio – chiede l’associazione – invii una lettera ai suoi iscritti per spiegare loro la legge della domanda e dell’offerta: quando la domanda cala i prezzi devono scendere e non salire». Inoltre il Codacons invita il governo a «rispettare quanto promesso, ossia social card per 1.300.000 destinatari. Per ora ne sono state erogate la metà». Anche le imprese vedono nero ma i giudizi sulle proprie condizioni operative «mostrano alcuni segnali di recupero». E’ il dato più significativo che emerge dall’indagine trimestrale di Bankitalia e Sole 24 Ore sulle condizioni di inflazione e crescita che fa segnare anche un miglioramento della valutazione sulle condizioni per l’invstimento e per l’accesso al credito.
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