14 giugno 2017

La fine del roaming piace ai consumatori E le aziende telefoniche si adeguano

 

 

La fine dei costi aggiuntivi per il roaming nei Paesi dell’Unione europea porta vantaggi per i cittadini ma, nel contempo, le aziende telefoniche devono trovare il modo di sopperire ai mancati introiti. Comunque il settore della telefonia mobile resta trainante e, secondo un recente rapporto, da qui al 2022 avremo nel mondo oltre 2,6 miliardi di nuove utenze, quasi esclusivamente per traffico dati. Celia Guimaraes Tweet 14 giugno 2017 Si chiama ‘Roaming like at home’ il regolamento dell’Unione europea che impone, dal 15 giugno, la fine dell’applicazione del sovrapprezzo quando si usa il proprio cellulare in un Paese diverso da dove si ha la residenza. Ciò vuol dire per i consumatori un indubbio vantaggio, ma come si muovono le Telco, le aziende fornitrici di servizi di telefonia mobile? Secondo Gildo Campesato, direttore del Corriere delle Comunicazioni, “non sono certo contente” perché prima si avvantaggiavano di un sistema di rimborsi per il traffico utilizzato tra un Paese e l’altro, tra un operatore italiano e uno francese, ad esempio. Si sapeva da fine gennaio della scadenza del roaming e in Italia, intanto, gli operatori hanno cominciato a portarsi avanti. Wind Tre ha anticipato di due mesi rispetto alla scadenza del 15 giugno le disposizioni europee, seguita da Vodafone, mentre Tim annuncia diverse opzioni di roaming con tariffe più flessibili. L’incognita e l’obiettivo per le Telco è riuscire a colmare il mancato introito del roaming, valutato dal Codacons in 8 miliardi e mezzo di euro, il 10% dei ricavi dei gestori. Un ruolo importantissimo in questa fase di rodaggio dovrà svolgerlo il regolatore Angelo Marcello Cardani, presidente dell’Autorità garante per le comunicazioni che commenta: “A regime, tutti i cittadini europei dovranno, o dovrebbero, avere le stesse tariffe rispetto ai Paesi di residenza”. Intanto la crescita del mercato della telefonia mobile proseguirà ancora inarrestabile: oggi, afferma Asstel, ci sono in Italia 97 milioni e mezzo di sim card. E secondo il recente report di Ericsson, fornitrice di tecnologie per le aziende telefoniche, nei prossimi sei anni in tutto il mondo ci saranno ulteriori 2,6 miliardi di nuovi abbonati alle reti a banda larga mobile. Quanto basta per riempire venti volte al giorno uno stadio di calcio da 50mila spettatori. Una media di un milione di nuove sim card al giorno, che saranno utilizzate, nel 90% dei casi, per collegarsi a internet in mobilità.