La detassazione? Un costo di 11,2 miliardi
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fonte:
- Trentino extra
L’impatto sui conti dello Stato di un’eventuale detassazione delle tredicesime (richiesta da alcune organizzazioni come Confcommercio per rilanciare i consumi) al 100% sarebbe pari a 11,2 miliardi di euro. Il calcolo è della Cgia di Mestre, secondo cui si tratta dunque di un’ipotesi "difficilmente praticabile vista l’attuale situazione dei nostri conti pubblici". In caso di detassazione al 100%, nelle tasche di un ipotetico capo ufficio finirebbero 1.045 euro in più, in quelle di un impiegato 434 euro, in quelle di un operaio 358 euro e in quelle di un pensionato mediamente 233 euro. CONFCOMMERCIO Consumi, il calo nel 2009 si è stabilizzato Meno negativi rispetto ai primi mesi del 2009 ed in via di stabilizzazione i consumi degli italiani, anche se la domanda rimane debole: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio sui dati delle vendite al dettaglio di luglio diffusi oggi dall’Istat. "Nel mese di luglio infatti – si legge nella nota dell’Ufficio Studi – l’inflazione ha raggiunto il suo minimo storico, facendo segnare -0,2% rispetto a giugno per l’aggregato degli alimentari e -0,3% per quello, più ampio, dei beni di consumo". CODACONS Uscire dalla crisi negozianti riducano prezzi Per rilanciare i consumi, i negozianti devono ridurre del 20% i prezzi. Lo sostiene il Codacons in una nota. "E’ interessante – sottolinea l’associazione dei consumatori – il dato rispetto alla forma distributiva: il minor calo delle vendite nella grande distribuzione (-0,8%) rispetto ai negozi tradizionali (-3,7%) è la dimostrazione che se i commercianti non vogliono perdere sistematicamente clienti a favore della grande distribuzione, devono ridurre i prezzi almeno del 20%. NEL NORDEST Oltre il 50% delle famiglie ha tagliato le spese Nel 2009, le famiglie del nordest che hanno ridotto i consumi rispetto all’anno precedente sono più del doppio di quelle che li hanno aumentati, complice un peggioramento dei bilanci familiari ed i timori nel perdurare della crisi. E’ quanto emerge da una ricerca dell’istituto Panel Data. La minor propensione al consumo (consumi diminuiti del 14%), secondo i dati resi noti, hanno inciso su settori come l’abbigliamento, le calzature, l’arredamento e l’elettronica. Sebbene la ripresa sia ancora lontana, da qui a fine anno si percepisce – secondo Panel Data – una maggiore voglia di spendere, che probabilmente sarebbe più consistente se si replicassero i buoni risultati ottenuti dagli incentivi nel mercato dell’auto anche ad altri settori del "Made in Nordest" in difficoltà.
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